Obiettivi e attività svolte, in sintesi
Foto sopra: una parte sana dei boschi di Albiate
Il cambiamento climatico, ad Albiate, negli ultimi anni si è manifestato progressivamente con le seguenti estremizzazioni :
- trombe d’aria
- tempeste con inondazioni
- grandinate
- caldo e siccità
- perdite di raccolti
- rimpicciolimento dei frutti
- nuove malattie delle piante
- cadute di alberi: solo nell’ultimo anno se ne sono persi il 15% circa.
- sui terreni accanto a casa mia (25 ettari circa, di parco aperto a tutti), da febbraio 2023 ad oggi, sono morti 123 alberi: una strage silenziosa ma reale.
Ci vogliono nuove specie di piante, più resistenti al caldo e alla siccità che, sicuramente, da giugno in poi, si farà sentire di nuovo.
Devono anche essere piante con radici più profonde dei pioppi presenti ora, per resistere al vento delle tempeste.
La deforestazione favorisce inquinamento e malattie.
I video e le foto che trovate anche in questo articolo la dicono più lunga di qualsiasi testo.
Per questi motivi presenterò un progetto di riforestazione dei 25 ettari circa che oggi sono occupati da boschi.
Inoltre vorrei, progressivamente, con la Fondazione Guido Venosta, sostituire i prati dei terreni agricoli con alberi e arbusti.
Si tratta quindi di di riforestazione e forestazione, in un contesto sempre più difficile poiché almeno un terzo delle specie arboree europee non sono adatte al riscaldamento globale.
Approfondimenti
Abbiamo dovuto abbattere 39 pioppi e reimpiantare nuovi pioppi cipressini esporrebbe le giovani piante alle stesse criticità che hanno compromesso il filare attuale: la presenza strutturale di Armillaria nel substrato, la fragilità intrinseca della specie, la vulnerabilità agli stress climatici. La scelta più lungimirante è orientarsi verso un impianto polispecifico, composto da specie arboree e arbustive autoctone o comunque adatte ai contesti agricoli periurbani dell’alta pianura brianzola
Le vicende che riguardano il degrado ambientale ad Albiate, le discariche abusive il cambiamento climatico e la riforestazione iniziano nel 2006. Prima si è trattato di liberare l’area da scarichi abusivi, poi di piantare un bosco. Per riforestare bisogna però , prima, preservare l’esistente. E in zona esistono dei filari di pioppi. I pioppi muoiono e vengono ripiantati ogni anno, da almeno quattro anni…
I pioppi non sono adatti a reggere il cambiamento climatico per due ragioni : hanno radici che non vanno abbastanza in profondità, per reggere allo stress idrico crescente, e sono troppo alti per reggere alle tempeste sempre più frequenti anche in Brianza. Ad aprile su 271 pioppi piantati 25 anni fa, ne erano morti 116 (271- 155), quasi la metà. Ho chiesto il permesso di rimpiazzarli con dei tigli al parco Regionale della valle del Lambro ma, ad oggi, dopo svariati mesi di attesa, non ho ricevuto risposte
Sui terreni accanto a casa mia (25 ettari circa, di parco aperto a tutti), da febbraio 2023 ad oggi, sono morti 123 alberi: una strage silenziosa ma reale. In Italia nel 2023 gli eventi estremi sono saliti a quota 378, segnando un +22% rispetto al 2022. Le immagini e i video parlano da soli
Rassegna stampa