Flash

Shrinkflation: la guerra burocratica che genera ulteriore confusione tra UE e Italia sulle etichette degli alimenti

L’etichetta sui prodotti

Lo scorso primo aprile è entrata in vigore la legge concorrenza che prevede che i produttori informino gli acquirenti «dell’avvenuta riduzione della quantità, tramite l’apposizione, nel campo visivo principale della confezione di vendita o in un’etichetta adesiva, della dicitura: «Questa confezione contiene un prodotto inferiore di X (unità di misura) rispetto alla precedente quantità». Tale obbligo è da rispettare per i primi sei mesi a decorrere dalla data di immissione in commercio. A marzo, però, la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia per le misure di trasparenza introdotte, ritenendo importante informare il consumatore ma «senza ostacolare il mercato e compromettere la libera circolazione delle merci», si legge nel provvedimento Ue.

Il parere contrario dell’Europa

Secondo la Commissione, le autorità italiane non avrebbero fornito prove sufficienti in merito alla proporzionalità della misura o valutato altre opzioni meno stringenti dell’etichetta, ad esempio esporre le informazioni vicino al prodotto in vendita. Sempre secondo il Sole, con l’entrata in vigore, inoltre, si verificherebbe una violazione della direttiva sulla trasparenza del mercato unico: la misura è stata adottata durante il periodo di sospensione successivo alla notifica del progetto di legge, senza considerare il parere della Commissione e quindi il nostro Paese ha ricevuto una lettera di costituzione in mora, precedente alla procedura di infrazione.

Sulla Shrinkflation leggi qui. Sotto le osservazioni della Corte dei conti UE sulle etichette degli alimenti


immagine1

Flash pubblicato il 18/10/2025



Condividi sui Social Network:   
Facebooktwitterlinkedin

Chiudi