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La pesca eccessiva porta inquinamento e causa grossi problemi sociali, soprattutto in Africa dove sempre più giovani pescatori – privi di fonti di sostentamento- cercano di attraversare l’Atlantico verso l’Europa, a rischio della loro vita
Il 5 gennaio 2026 il riccio europeo (Erinaceus europaeus) è stato eletto animale dell’anno perché rischia l’estinzione. La situazione si è aggravata quest’estate con le ondate di calore
La Fondazione Guido Venosta diventa Ente del Terzo Settore e si è dotata di un nuovo Statuto. Contestualmente, la sede legale della Fondazione è stata trasferita ad Albiate (MB).
La più grande economia del mondo, i cui redditi dipendono in gran parte dal clima, rischia di rimanere senza “occhi”, declassando un sistema scientifico che aveva contribuito a darle il primato nella ricerca e nell’economia
Diminuire la pressione sui servizi sanitari e rendere le comunità più resilienti alle ondate di calore è possibile, basta voler affrontare il problema che si riproporrà inesorabilmente l’estate prossima
Durante l’estate 2026 gli oceanografi di tutto il mondo osservano con crescente attenzione un fenomeno che si ripete da millenni ma che, questa volta, potrebbe raggiungere un’intensità mai registrata prima: El Niño.
Alla base del record storico di superficie bruciata vi è stata la combinazione tra condizioni meteorologiche eccezionalmente favorevoli alla propagazione delle fiamme e una vegetazione divenuta particolarmente vulnerabile alla combustione, anche a causa dell’abbandono del territorio e di una gestione forestale insufficiente.
Si stima che un terzo delle specie animali, con la crisi climatica, sia a rischio: purtroppo Enrico Albertini è mancato nel 2024 e la sua passione per la natura oggi, ci manca enormemente
L’influenza aviaria è ormai considerata una “componente fisiologica” del settore, che limita anche l’espansione degli allevamenti, almeno in Italia. Ciò ha portato alla sperimentazione di un vaccino nelle province di Mantova e Verona
Tra segnali positivi e criticità strutturali, emerge una realtà fatta di consumi in calo, ma crescente vulnerabilità del sistema idrico, soprattutto nel Mezzogiorno. Oltre un milione di famiglie subisce razionamenti e il 90% delle imprese agricole segnala difficoltà di irrigazione. E dei fondi del PNRR per l’acqua non si sa nulla da anni: che siano stati usati per il Piano Mattei in Africa?
Le testimonianze parlano di una contaminazione che entra nella vita quotidiana: uova di galline domestiche risultate con livelli di PFAS tre volte superiori ai limiti, ortaggi non più consumabili, spese per sistemi di filtrazione dell’acqua e, soprattutto, un forte impatto psicologico legato all’incertezza sanitaria. Alcune delle patologie citate dai residenti, come il tumore al seno, rientrano tra quelle che la letteratura scientifica associa a una possibile esposizione prolungata ai PFAS
Abbiamo dovuto abbattere 39 pioppi e reimpiantare nuovi pioppi cipressini esporrebbe le giovani piante alle stesse criticità che hanno compromesso il filare attuale: la presenza strutturale di Armillaria nel substrato, la fragilità intrinseca della specie, la vulnerabilità agli stress climatici. La scelta più lungimirante è orientarsi verso un impianto polispecifico, composto da specie arboree e arbustive autoctone o comunque adatte ai contesti agricoli periurbani dell’alta pianura brianzola
Le parole non cambiano la realtà da sole, ma senza parole precise, la realtà è più difficile da leggere e da proteggere. Ecosistema, resilienza, specie chiave, servizi ecosistemici: non sono termini tecnici riservati agli esperti, ma strumenti di lettura che appartengono a chiunque voglia capire perché la biodiversità riguarda anche la propria città, la propria salute, il proprio piatto.
Le città sono spesso percepite come l’opposto della natura. In realtà funzionano anch’esse come ecosistemi complessi. La presenza o l’assenza di biodiversità urbana, fatta di alberi, suoli vivi, corridoi ecologici e sistemi idrici naturali, incide […]
Per decenni la biodiversità è stata confinata nel perimetro del dibattito ambientale, scollegata dalle questioni di salute pubblica e del benessere delle persone. L’evidenza scientifica degli ultimi anni ribalta questa separazione: la salute umana dipende […]
Nel numero di giugno 2025 di Fondamentale, la rivista dell’AIRC, viene messo a fuoco un aspetto spesso trascurato: la crisi climatica non è solo un’emergenza ambientale, ma può incidere anche sul rischio oncologico, aumentando l’esposizione […]
La copertura arborea media nelle città europee è oggi del 18,5%. Ogni +5 punti percentuali di chiome urbane riduce le concentrazioni di PM2.5 del 2,8%, NO₂ dell’1,4% e ozono dell’1,2%.
Questo significa, in termini sanitari, circa 4.700 morti premature evitate ogni anno in Europa. Portando ogni città ad almeno il 30% di copertura arborea, le vite salvate salirebbero a quasi 12.000 ogni anno. Nel 2019 gli alberi urbani hanno già “salvato” circa 24.800 persone dal morire prematuramente a causa dell’inquinamento atmosferico
La contaminazione italiana è quasi certamente simile a quella francese. Ma nel nostro Paese arrivano nuove regole: saranno applicate? Questo è il grande quesito
Molte popolazioni europee sono in declino a causa degli investimenti stradali e dell’agricoltura intensiva e la specie è stata inserita nella categoria “Quasi minacciata” della Lista Rossa IUCN. Ma anche i nostri giardini, luoghi apparentemente sicuri, possono rappresentare un rischio. Si tratta di una nimale quasi domestico che simboleggia la crisi nella quale versa la fauna europea