Mission

“La Fondazione intende, onorando la memoria di Guido Venosta  e mutandone le esperienze, promuovere e contribuire ad elevare l’educazione del pubblico verso i più alti ideali culturali e di solidarietà”.

Negli anni, gli obiettivi e gli ambiti di azione della Fondazione si sono notevolmente ampliati attraverso il finanziamento e il sostegno a progetti non solo nell’ambito della ricerca scientifica e della tutela della salute (tra cui il progetto Le Comunità della Salute), ma estendendosi anche a progetti di solidarietà e promozione culturale.

Specchio di questo ampliamento dell’orizzonte di azione è stato il cambiamento della denominazione originaria da “Fondazione Guido Venosta. L’uomo contro il cancro” a “Fondazione Guido Venosta”, cambiamento accompagnato da alcune modifiche nello Statuto per “dare maggiore impulso all’attività della Fondazione e creare le migliori condizioni per incentivare l’ingresso di nuovi soci”, tra cui Giuseppe Caprotti e i figli Tommaso e Margherita.

 

Dopo la fase emergenziale del Covid il nuovo approccio della Fondazione ai progetti è cambiata anche strutturando meglio i nuovi contratti da stipulare in futuro.

I nuovi progetti della Fondazione si svolgeranno in quattro principali ambiti:

  1. Ricerca scientifica,
  2. Tutela della salute,
  3. Solidarietà,
  4. Promozione della cultura

A questi si aggiungerà, la tutela dell’ambiente e la lotta al degrado ambientale, ambito nel quale la Fondazione sta ancora progettando e definendo la sua linea di azione.

I passi da seguire, per chi voglia diventare nostro partner, saranno i seguenti:

  1. Inquadramento e obiettivi
  2. Azioni preparatorie
  3. Intervento
  4. Monitoraggio e controllo
  5. Replicabilità altrove, con verifica ex ante
  6. Sostenibilità a lungo termine, anche quando i finanziamenti della Fondazione saranno terminati (es: attraverso i fondi PNRR).

 

N.B.: su questo sito  sono presenti tutti i progetti finanziati dalla Fondazione Guido Venosta, che , a volte, sono stati il prolungamento di quelli già varati da Giuseppe Caprotti in prima persona, prima di diventare presidente della fondazione.