Storia della Fondazione

La Fondazione Guido Venosta nasce nel 2000 per volontà di Carla Fossati Bellani Venosta, due anni dopo la scomparsa del suo secondo marito Guido Venosta, con la finalità di promuovere e contribuire ad elevare l’educazione del pubblico verso i più alti ideali culturali e di solidarietà.

Guido Venosta, dopo una lunga carriera da manager alla Pirelli spa, ebbe un ruolo importante per Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e per la creazione dell’omonima fondazione FIRC (Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), di cui fu Presidente.

Fu riconosciuto come uno dei pionieri del no-profit, seguendo la convinzione che:

“Le classi e le categorie sociali che, per ragioni di nascita o per combinazioni della sorte, avevano potuto godere delle migliori condizioni di vita dovessero ‘rendere qualcosa’ agli altri, avessero cioè il dovere morale di intervenire nella comunità a vantaggio di chi quella fortuna non aveva avuto. Una sorta di riconoscimento oggettivo del proprio stato privilegiato e di conseguente contributo a un ideale riequilibrio delle condizioni di vita di tutti. Nulla di messianico o eroico, beninteso, ma un semplice atto di coerenza esistenziale. O di giustizia, se si preferisce.”

(G. Venosta, Dal Profit al nonprofit, Milano 1977, seconda edizione 1996)

 

I fondatori promotori della Fondazione Guido Venosta sono stati: Carla Fossati Bellani Venosta, Fabrizio Du Chene, Stefano Alberti De Mazzeri, Gabriele Fuga, Alberto Falck, Renato Dulbecco, Umberto Veronesi, Giorgio Rumi, Ugo Amaldi, Francesco Garbagnati e Diana Bracco de Silva; insieme alla Pirelli S.p.a., fondatrice onoraria.

Negli anni seguenti la Fondazione è stata poi guidata da Giorgina Venosta (figlia di Guido Venosta , socia fondatrice onoraria e consigliere della Fondazione), Francesco Garbagnati e Francesco Genise.

Senza il loro apporto fondamentale la Fondazione si sarebbe spenta.

Durante il primo lockdown per la pandemia da Covid-19, nel momento in cui sono sorti i bisogni di attrezzature mediche, tamponi e test sierologici, Giorgina Venosta ha passato il testimone della Fondazione al figlio Giuseppe Caprotti, che ha deciso di impegnarsi su questo fronte emergenziale. Il 15 aprile 2020 infatti Giuseppe Caprotti è divenuto presidente e tesoriere della Fondazione e ora ne porta avanti la mission secondo gli ideali del nonno Guido Venosta.

Il 6 maggio 2022 Tommaso e Margherita Caprotti, figli di Giuseppe, sono diventati soci cofondatori, nell’ottica di dare  continuità alla Fondazione Guido Venosta.

Un ringraziamento speciale per il loro impegno va dedicato inoltre a Francesco Niutta, Nicolò Fontana Rava, Guido Alberti, Luigi Alessandro Werner, Francesco Genise, Francesca Galbiati, Elena Tettamanti, Jan Miguel Battistoni, Antonio Sersale, Niccolò Brignoli, Franco Mari, Pier Giuseppe Pelicci, Gioacchino Natoli, Alberto Brunelli e alle altre persone che hanno donato tempo e denaro alla Fondazione.

La Fondazione Guido Venosta si è distinta, durante la pandemia, per il supporto e la promozione di iniziative legate alla ricerca scientifica in campo medico e terapeutico e alla tutela della salute.

A questi ambiti vanno aggiunte iniziative per la promozione della cultura e della solidarietà: tra cui ad esempio il finanziamento a Spazio Aperto Servizi, per il programma di aiuto rivolto a persone fragili, disabili e minori, e il sostegno al progetto Le Comunità della Salute, mirato a ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione e alle cure mediche.

Bibliografia:

  • G. Venosta, Dal Profit al nonprofit, Milano 1997
  • G. Venosta, Un’altra Italia, autobiografia in ricordi, appunti e riflessioni in prospettiva, Milano 1997

Sotto: la medaglia al merito della Sanità Pubblica data a Guido Venosta.


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