Approfondimento

Bervini e la Pellegrina (AIA) : perchè così poca trasparenza?

Approfondimento pubblicato il 27/12/2025 - di Giuseppe Caprotti

Redatto il 24 dicembre, aggiornato il 27 dicembre 2025.

Su Bervini e La Pellegrina leggi qui.

Estratto da questo articolo de Il Fatto Alimentare

…il macello riforniva anche Simmenthal e Star, che hanno sospeso i rapporti in via precauzionale. Bolton [proprietaria del marchio Simmenthal] ha dichiarato a Report che solo il 6% della carne in scatola proveniva da Bervini…

La pratica di scongelare e lavorare carne importata (soprattutto dal Sud America) era in corso già dal 2018…

Un altro impianto del gruppo, quello di Trento, sarebbe stato coinvolto nella cottura della carne scaduta. Secondo un operaio, ad alcune confezioni veniva sostituita l’etichetta, con una nuova scadenza spostata in avanti di due anni…

A rendere questa vicenda ancora più grave non è solo ciò che è accaduto nei macelli Bervini, ma il silenzio che l’ha circondata dopo.
Il Fatto Alimentare ha presentato una richiesta formale di accesso agli atti, respinta. Ha chiesto due interviste sul caso all’Ats Val Padana  respinte perché ” le indagini sono in corso”. Abbiamo inviato alcune domande  all’Ats Val Padana per chiarire il loro modo di operare e scui controlli senza successo. Abbiamo chiesto chiarimenti all’azienda Bervini, senza riscontri. Ha chiesto un’intervista all’assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso rimasta lettera morta. Un muro di silenzio che non può essere liquidato come una semplice difficoltà organizzativa. Perché quando tonnellate di carne scaduta finiscono nella ristorazione, nelle navi da crociera e nel pet food, non si è più nel campo delle verifiche interne, ma in quello della tutela della salute pubblica…

Eppure, per oltre 45 giorni, non è arrivato alcun comunicato pubblico, alcuna allerta nazionale, alcuna lista dei clienti coinvolti.
Come se la questione riguardasse solo i rapporti tra un’azienda e l’autorità sanitaria locale. Come se i cittadini non avessero diritto di sapere dove sia finito ciò che hanno mangiato – o dato da mangiare ai propri animali. Eppure in Italia il sistema dei richiami alimentari funziona abbastanza… Per Bervini però sembra che qualche cosa si sia inceppato. Difficile considerare un incidente l’assenza di un’allerta completa e trasparente o di avvisi ufficiali nei due scandali emersi a carico di ATS Val Padana: Bervini e La Pellegrina (gruppo AIA).

La sensazione è che l’allerta scatti solo quando non crea problemi sistemici, mentre venga ridimensionata quando tocca filiere grandi, clienti numerosi e interessi rilevanti. A questo punto la domanda non è più tecnica, ma politica e istituzionale: chi decide quando un problema alimentare merita un’allerta pubblica e quando può restare confinata negli uffici? E soprattutto: perché, davanti a casi così gravi, la tutela dei consumatori sembra diventare un elemento secondario?

P.S.: con AIA era già successo: un silenzio omertoso, anche se i wurstel crudi avevano ucciso 4 persone.

Sotto : ratti infestano allevamenti di maiali dell’azienda La Pellegrina del gruppo Aia Veronesi (altro caso a carico dell’ATS val Padana)

Da notare che la trasparenza viene fornita “a corrente alternata” : nel caso del Rischio listeria in prosciutto cotto, fesa e arista. Ecco i lotti richiamati dal commercio sono state date tutte le informazioni del caso.

Riportiamo, per la cronaca, il testo di Repubblica del 26 dicembre 2025 :

“Il ministero della Salute ha deciso di richiamare in via precauzionale alcuni prodotti dal mercato a causa del rischio di contaminazione microbiologica e in particolare della possibile presenza del batterio Listeria monocytogenes e, in un caso, di un eccesso di istamina rispetto ai valori massimi consentiti.

La misura, stabilita per tutelare la salute dei cittadini, è caduta proprio durante le feste e riguarda alcuni salumi e altri alimenti che è facile trovare sulle tavole natalizie e del cenone di Capodanno.

Il 24 dicembre l’attenzione si è concentrata su due prodotti a marchio Lenti, entrambi realizzati dall’azienda Rugger Srl. Il primo è il “Lenti & Lode – Prosciutto cotto alta qualità”, per il quale sono stati richiamati i lotti 2541327 e 2541328.

Il secondo è la Gran fesa di tacchino arrosto, richiamato per lo stesso motivo microbiologico nel lotto 2541330.

Il 23 dicembre, invece, era stato disposto il ritiro precauzionale di un lotto di arista al forno a marchio Fior Fiore Coop, venduta in vaschette da 120 grammi. Il prodotto interessato è identificato dal lotto 2541329, con termine minimo di conservazione fissato al 3 gennaio 2026. Anche in questo caso la produzione è attribuita a Rugger Srl, nello stabilimento di Santena, in provincia di Torino, per Coop Italia.

Lo scorso 19 dicembre il ministero aveva segnalato il richiamo da parte del produttore di un lotto di ciccioli sottovuoto a marchio Serafini con il numero 07/2025, corrispondente al mese di produzione, e la data di scadenza 31 marzo 2026.

Infine, per eccesso di istamina, una sostanza che può causare intossicazioni alimentari se consumata in grandi quantità, è stata ritirata dal mercato la colatura di alici Aragon.

Il Ministero invita a non consumare i prodotti appartenenti ai lotti indicati e a restituirli al punto vendita dove sono stati acquistati”.



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