Per milioni di indonesiani è molto più di un semplice alimento: il tofu è da secoli una delle principali fonti di proteine della dieta quotidiana, un prodotto economico che compare sulle tavole del Paese praticamente ogni giorno. Questo derivato della soia, che ha sfamato intere generazioni, ora però rischia di compromettere la salute dei cittadini e dell’ambiente per il modo in cui viene realizzato: usando come combustibile rifiuti di plastica provenienti dall’Europa, dagli Stati Uniti, dall’Australia, dalla Nuova Zelanda e dal Giappone.
Il tofu di questi stabilimenti non arriva nei supermercati del resto del mondo, eppure la sua produzione parte proprio dai rifiuti provenienti dall’Occidente. Una pratica che, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, favorisce il rilascio di microplastiche e sostanze tossiche durante la lavorazione e che rischia di contaminare anche altri prodotti della catena alimentare, come le uova…
Per via del suo basso costo, la plastica ha sostituito i combustibili tradizionali come legna, gusci di cocco e paglia di riso…
I lavoratori hanno denunciato ustioni, dermatiti e funghi cutanei a causa dell’esposizione ai fumi…