Il “Food and Feed Safety Simplification Omnibus” rischia di indebolire irreversibilmente le regole che garantiscono la sicurezza per la salute umana e ambientale europea.
L’attuale quadro normativo europeo sui pesticidi, in vigore dal 2011, si fonda sul principio di precauzione. Per essere immesse sul mercato, le sostanze attive devono superare una valutazione scientifica, indipendente e obiettiva. Una volta approvate, vengono soggette a revisioni periodiche (ogni 10-15 anni) alla luce delle più recenti evidenze scientifiche. Un sistema che, secondo le stesse stime delle Ong, ha permesso di identificare e vietare 54 sostanze attive pericolose dal 2011, tra cui i neurotossici clorpirifos, i neonicotinoidi killer delle api e il recente Flufenacet (sostanza PFAS e interferente endocrino), vietato nel marzo 2025.
Questa architettura di controlli esiste per una ragione semplice: i pesticidi sono progettati per uccidere organismi viventi. Se da un lato mirano a combattere i parassiti, dall’altro possono avere gravi effetti collaterali su api, fauna selvatica, vita del suolo, falde acquifere e salute umana.
La proposta Omnibus, secondo l’analisi di Pesticide Action Network (PAN) Europe e delle associazioni ambientaliste italiane, inverte completamente questa logica. Lontano dall’essere una semplice semplificazione burocratica per facilitare le autorizzazioni per i nuovi biopesticidi (alternative di origine naturale ai principi attivi chimici di sintesi), il provvedimento contiene sei criticità principali che rischiano di indebolire irreversibilmente le regole che garantiscono la sicurezza per la salute umana e ambientale europea.
Flash pubblicato il 17/04/2026
