Approfondimento

Carla Fossati Bellani in Venosta (1924 – 2019)

di Eleonora Sàita e Giuseppe Caprotti

Carla Fossati Bellani nasce a Monza nel 1924. Nel 1949 sposa in seconde nozze Guido Venosta, del quale assume il cognome con cui sarà sempre nota.

Frequenta la facoltà di Architettura al Politecnico di Milano, laureandosi in Design industriale, e nel 1971 inizia a lavorare occupandosi di design del prodotto, artigianato e allestimenti, mostre e arredo urbano. Per ben due volte si aggiudica il Compasso d’Oro, il più antico e prestigioso premio per il design, la prima nel 1979 con Mark 5, una macchina elettromedicale computerizzata prodotta da Amplaid, la seconda nel 1981, per il controsoffitto metallico per gli spazi industriali Teknico di Tremisol. Il suo studio di architettura è ormai famoso, un centro fondamentale per il concetto di design, e impegnato in progetti di varia natura: sistemi per ufficio, divani, librerie, sedie, poltrone ma anche servizi da tè e caffè (un esemplare della sua tisaniera “Samo” in ottone argentato, che somiglia a un piccolo razzo extraterrestre pronto a partire, fa parte della collezione permanente del Museo del Design Italiano alla Triennale di Milano). Nel corso degli anni avrà anche tre menzioni d’onore.

Medaglia d’Oro alla Carriera per la Provincia di Milano (1985) e Commendatore della Repubblica Italiana (1988), dal 1991 al 1992 partecipa attivamente anche al Comitato Direttivo dell’ADI – Associazione per il disegno industriale dal 1991 al 1992; è stata vicepresidente dell’ICSID (l’attuale World Design Organization) e ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Triennale di Milano nel 1983 e nel 1992.

“Progettare il progetto” e portarlo a compimento seguendone ogni passo è la sua caratteristica. Flavia Nardelli Piccoli, figlia di Flaminio, politico di rango e ministro della Repubblica, lei stessa già parlamentare e a tutt’oggi fortemente impegnata nella difesa della cultura e delle sue istituzioni, rende bene tale qualità scrivendole nel 1976 di essere “ammirata non solo per le cose che disegni ma per la tua ‘efficienza’. Trovo che curare tutto il processo di produzione e di diffusione di qualcosa che si è ‘pensato’ sia un’esperienza fondamentale, per voi che di solito disegnate soltanto, ma anche per tutti noi (…)”.

Lo stile di Carla Venosta, la sua essenza sono stati ritratti dal tocco di Mario Dondero, tra i più grandi fotografi e fotoreporter italiani di fama internazionale: dal buio di uno studio, tra una marea di fogli e appunti, spunta illuminato solo il suo volto luminoso e concentrato.

Dopo la morte del marito, nel 1998, Carla Venosta si dedica con energia a dare continuità al suo pensiero di “pioniere del no profit”, e nel 2000 dà vita con altri soci alla “Fondazione Europea Guido Venosta”, che guiderà fino al 2017 e di cui ora è Presidente Giuseppe Caprotti, nipote di Guido Venosta.

Fonti:
Albiate, Archivi di Villa San Valerio, Archivio di Carla Venosta, Archivio privato, copia del certificato di matrimonio, 13 dicembre 1949; biglietto di Flavia Nardelli Piccoli a Carla Venosta, Roma, 6 dicembre 1976.

Bibliografia:
5 donne Compasso d’Oro da conoscere se ami il design”, in “BeCulture” (una delle “donne d’oro” è Carla Venosta col progetto vincitore nel 1979).
È scomparsa il 3 ottobre Carla Venosta, architetto e designer. (…)”, comunicato stampa in morte di Carla Venosta, 4 ottobre 2019, sito ufficiale dell’ADI.
G. ZAPPA, “La storia del Compasso d’Oro in 20 progetti”, in “Domus”, 25 maggio 2021 (il decimo progetto è il controsoffitto progettato da Carla Venosta).
T. SCALCO, “Carla Venosta, Monza 1924 – Monza 2019”, in “Enciclopedia delle donne” (“Carla Venosta (1926), Tisaniera modello ‘Samo’, collezione “I-DEA”. Esecuzione Faraone-Tiffany, Milano-New York 1994-1995. Ottone argentato. Composta da contenitore e infusore con tazza in cristallo forato. Asta Il Ponte, lotto 388, 11 aprile 2017 ( https://www.arsvalue.com/it ).
Note biografiche di Flavia Piccoli Nardelli.
Sito ufficiale della Fondazione Guido Venosta.



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