Carla Venosta: la passione per il design, gli scritti, l’impegno per la condizione femminile
La passione, il talento e il ricco trascorso professionale di Carla Venosta è testimoniato da numerosissime citazioni ed articoli nella letteratura di settore, sia su di lei sia di suo pugno, si pensi soltanto alle molte mostre che ha curato e cui ha preso parte, in Italia e all’estero, come “Dal cucchiaio alla città nell’itinerario di 100 designers”, allestita al Palazzo dell’Arte di Milano nel 1983 in occasione del Congresso dell’ICSID -International Council of Societies of Industrial Design (oggi WDO – World Design Organization), di cui era stata Vice Presidente nel triennio 1979 – 1981. Molte anche le mostre in cui i suoi splendidi oggetti, geniali creazioni, sono stati esibiti, come “Donne in Bottega”, tenutasi nel 2013 nel contesto dell’edizione annuale delle Giornate Europee dei Mestieri d’Arte. Delle diverse “nature” del poliedrico talento della Venosta fu scelta proprio quella non della progettazione industriale, ma dell’arredo, finendo le sue opere nella sezione “Argenti, insolite progettazioni”.
Un percorso invidiabile, ricostruito nei suoi tratti più importanti nel volume curato da V. Voltolina e G.F. Farioli Carla Venosta. 30 progetti di disegno industriale italiano, edito nel 2007. Il sunto del volume è chiarissimo: “Lo studio milanese di Carla Venosta è uno dei luoghi essenziali dell’Italian Design. Il suo nome è indissolubilmente legato a geniali soluzioni dei problemi progettuali nei diversi settori: design, stilismo ed architettura. Per due volte insignita del prestigioso premio Compasso d’oro, ha sempre cercato di tradurre – nel disegno industriale – le nuove tecnologie, in un sistema di oggetti che trascenda il problema stesso. Affermatasi nel campo del design per esposizioni, negli allestimenti e nella progettazione per la città, Carla Venosta ha contribuito, anche con il suo impegno politico, a valorizzare la presenza della donna nella nostra società.”. Per fortuna, il suo ricco archivio di disegni, modelli e prototipi ecc. è conservato presso il CSAC – Centro studi e archivio della comunicazione a Parma.
Per Carla Venosta, il design è l’idea, e “progettare il progetto”, come scriveva, una delle cose che l’entusiasmavano di più. Tra i suoi progetti per la FGV, da lei istituita in memoria del marito, Guido Venosta e che purtroppo non ha avuto il tempo di sviluppare, ce n’è uno che avrebbe voluto coinvolgere il St. John’s College dell’Università di Cambridge – dove Guido Venosta si era laurato – sul tema del tessuto civico, come gestirne l’eredità, come costruirlo ex novo, quanto il tessuto civico di un territorio, di un Paese sia fattore strategico di sviluppo economico. Sarebbe stato veramente un bel progetto.
La passione e la professione di designer condizionano, per sua stessa ammissione, anche l’opera di Carla Venosta nella FGV: l’istituzione del Premio “Il Ponte”, che fu assegnato per dieci anni, dal 2004 al 2014, nacque dalla sua esperienza nel “design for development”, il design per lo sviluppo, “ovvero (…) un approccio eticamente e autenticamente sociale all’attività di progetto”, nato con la “Dichiarazione di Ahmedabad” del 1982. Senza contare che il premio stesso è stato disegnato da lei.
Una donna come Carla Venosta, ricca anche di passioni, non poteva che avere uno sbocco quasi naturale nell’impegno politico. Democratica convinta, socialista di area craxiana, ha lasciato testimonianza del suo impegno soprattutto per il miglioramento della condizione della donna e anche perché l’architettura al femminile, che comprende anche la progettazione di spazi di e per le donne, venga riconosciuta in tutto il suo valore e adeguatamente considerata e studiata. Anni dopo la sua morte, nel suo commento al libro Gli spazi delle donne. Casa, lavoro e società, a cura di M. Bassanelli e I. Forino (2024), Graziella Tonon, già professore ordinario di Urbanistica presso la Scuola di Architettura Civile del Politecnico di Milano, commenta una delle sezioni del libro: “Carola D’Ambros (Una stanza tutta per sé. Il progetto domestico al femminile, dal dopoguerra agli anni Settanta), lamentando come nell’ambito della architettura e del design «il patrimonio culturale prodotto da donne riman[ga] per lo più sconosciuto», dopo un bilancio di quanto fin qui elaborato dalla ricerca storico-critica sul lavoro delle donne in questo campo, svolge «un’indagine bibliografica su alcune delle principali riviste di settore italiane» a partire dal secondo dopoguerra (p. 35). Obiettivo: estrarre esempi significativi di ambienti domestici destinati a donne allo scopo di confrontare gli esiti raggiunti dai progettisti distinti per sesso. Esito della “tenzone” (che il lettore intuisce fin dalle prime battute): per sensibilità e aderenza alle esigenze femminili Carla Venosta e Cini Boeri battono i colleghi maschi (anche famosi).”.
Questo commento chiude degnamente, col valore dell’opera e dell’impegno ancora oggi più che validi, anzi, esemplari, il ritratto di una donna che dovrebbe essere molto più nota al di fuori del settore specialistico di architettura e design.
Fonti:
Albiate (MB), Villa San Valerio, Archivi di Villa San Valerio, Archivio di Carla Venosta, Materiale per eventuale libro per Guido – 2008 (brogliaccio inedito).
Bibliografia:
R. BARILLI, “Dal cucchiaio alla metropoli”, in “La Stampa”, 17 novembre 1983.
WDO, Past Board of Directors, ICSID Executive Board 1979-1981, Carla Venosta, Vice President (https://wdo.org/about/people/board/past-boards/#1698613093843-0df690dd-c8c3).
Carla Venosta. 30 progetti di disegno industriale italiano, a cura di V. Voltolina e G.F: Farioli, Milano, 2007.
Donne in bottega, a cura di A. Pansera e M.T. Chirico, Milano, Palazzo Morando Costume Moda Immagine dal 15 Marzo al 21 Aprile 2013.
G. CAPROTTI, Le ossa dei Caprotti. Una storia italiana, Milano, 2024/3, pp. 101, 372.
G. TONON, Gli spazi delle donne. Commento al libro curato da Michela Bassanelli e Imma Forino, in Casa della Cultura, progetto “Città Bene Comune”, 17 gennaio 2025 (https://www.casadellacultura.it/1547/gli-spazi-delle-donne).
CSAC – Centro studi e archivio della comunicazione, Fondo Carla Venosta (https://bbcc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=197214).