Approfondimento

Carla Venosta: nascita della Fondazione Europea Guido Venosta

di Eleonora Sàita e Giuseppe Caprotti

Dopo la morte di Guido Venosta, nel 1998, la sua vedova, Carla Fossati Bellani (sposata in seconde nozze), decide di dare continuità al pensiero del marito “attraverso un’iniziativa che restasse nel tempo, per tenere vivo il suo messaggio di grande pioniere del volontariato, per cercare di proseguire sulla strada da lui tracciata, per proporre un modello interpretativo, una maniera di fare cultura. Guido, dall’esperienza di manager internazionale della Pirelli, ha saputo trasporre [nel mondo della solidarietà] quei principi operativi e di marketing, nella sua veste di presidente dell’Associazione [italiana] per la ricerca sul cancro. La sua brillante e precoce intuizione fu proprio quella di aver saputo individuare un legame tra il mondo del profit e quello del nonprofit e la necessità di trasferire le pratiche efficienti del primo al secondo (…)” (C. VENOSTA, “Lettera del presidente” in “Materiale per eventuale libro per Guido 2008”, bozza inedita].

Dai primi incontri di “un gruppo di amici” in cui presero forma le prime idee, alle riunioni con i fondatori promotori, alle prime proposte che sono poi diventate il filo conduttore dell’attività dell’ente si arriva alla costituzione ufficiale della “Fondazione europea Guido Venosta, l’uomo contro il cancro” il 26 luglio del 2000, cui sarebbe poi seguito il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Lombardia nel dicembre dello stesso anno.

I nomi che compaiono tra cariche sociali, soci, promotori, aderenti sono tra i più significativi del panorama milanese e non solo. Tra i “Fondatori per nomina” c’è Giorgina Venosta, madre dell’attuale Presidente, Giuseppe Caprotti.

Da subito la FGV s’impegna su tre direttrici principali: ricerche inerenti l’economia solidale, formazione sul non profit e produzione di strumenti culturali di approfondimento. Ecco quindi pubblicazioni, tavole rotonde, ma soprattutto diverse borse di studio assegnate nel corso degli anni per dottorati e master in microfinanza e anche in una disciplina, il management delle imprese sociali, che è nata proprio sulla falsariga di quanto propugnato e fatto da Venosta. Non meno importanti, per sostenere il lavoro svolto con la visibilità dei risultati raggiunti, i riconoscimenti, come l’intitolazione di una via milanese a Guido Venosta “pioniere del no profit” nel 2003, l’istituzione del premio “Il Ponte”, che dal 2004 al 2014 avrebbe attribuito un fattivo riconoscimento a personalità od organizzazioni che avessero dato un contributo significativo al “passaggio di valori tra i mondi del profit e del non profit”, e della “Medaglia della riconoscenza” attribuita ai sostenitori attivi della FGV, riconoscimenti particolari a persone o progetti vicini ai valori e metodi di solidarietà dell’ente.

Carla Venosta si occupa attivamente della FGV fino al 2017, quando si dimette dalla carica di Presidente per motivi di salute (morirà nel 2019). Dal 2020, Presidente e tesoriere della Fondazione è Giuseppe Caprotti, nipote di Guido Venosta.



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