Giorgina Venosta (1940 – 2021)
Giorgina (all’anagrafe Giorgia Umberta) è nata a Milano da Guido Venosta e dalla sua prima moglie Luisa Quintavalle. Bambina, ragazza e donna intelligente e colta, oltre che bellissima, col suo fascino giovane e schivo sarà una delle protagoniste delle estati di Forte dei Marmi, dove si sta vivendo l’età d’oro della meglio gioventù non soltanto milanese.
Nel 1958, diciassettenne, sposa Bernardo Caprotti, che ha il doppio dei suoi anni, è un imprenditore tessile e ha da poco iniziato la grande avventura dei supermercati in Italia con quella che diventerà l’Esselunga. Nel 1960 nasce il figlio Giuseppe, nel 1962 la figlia Violetta, ma il matrimonio entra in crisi e Giorgina lascia la casa maritale, separandosi da Bernardo.
Dovendo lavorare per mantenersi fa anche la modella, sfilando per Emilio Pucci. Il lavoro vero però arriva quando diventa una “Rinascentina”, assunta nel prestigioso magazzino milanese con altre giovani donne che fra gli anni Settanta e Novanta sono o saranno protagoniste della vita sociale e culturale di Milano e non solo, oltre che sue grandi amiche, come Rosellina Archinto, Donatella Brustio Cerri, Adriana Botti Monti. Poi un’esperienza al “Corriere della Sera”, all’Ufficio stampa di Giulia Maria Crespi che allora ne è l’anima ed è un’altra intima amica di Giorgina, e infine l’impiego alla filiale milanese della casa d’aste Christie’s, di cui diventa dirigente. Nel 1992 il grande passo con la “Consulenza d’arte”, insieme a due soci, Giovanni Godi e Ludovico Caumont Caimi, dove lei si occupa soprattutto di gemme e gioielli antichi.
Nella sua vita intanto, prima compagno poi marito, entra Aldo Bassetti, erede di una grande famiglia di imprenditori tessili, lui stesso imprenditore di successo, fra l’altro co-fondatore del quotidiano “La Repubblica” con Carlo Caracciolo ed Eugenio Scalfari. Con lui divide ogni momento della vita privata e sociale, compreso l’impegno solidale.
Sia Giorgina sia Aldo, infatti, sono stati fra l’altro parte della FGV dal primo momento, e ne sono stati Consiglieri sino alla loro morte.
Fonti:
Albiate, Archivi di Villa San Valerio, Archivio di Giorgina Venosta, Archivio privato.