Giorgina Venosta – Ritratti: Giorgina e il lavoro
Giorgina inizia a lavorare per necessità, dopo la separazione dal primo marito Bernardo Caprotti che non le ha lasciato nulla. Nella foto sopra è al “Corriere della Sera”, dove inizia a lavorare e dove si approfondisce l’amicizia con Giulia Maria Crespi, la “gran dama” del giornale e colei che lo piloterà verso una nuova veste più moderna.
Ogni tanto mamma lavorava al Corriere, altre volte andavo a pranzare con lei , al Girarrosto in Corso Venezia a Milano, di fronte a casa di Giulia Maria, con cui poi, da grande, avrò un’ottimo rapporto quando con Esselunga collaboreremo con il FAI.
Tornando a mia madre , all’epoca lei deve vivere, e la grinta non le manca. Bellissima e di portamento elegante, non poteva non essere notata: e una vecchia, scolorita pagina di giornale ancora del 1964 ce la mostra, a piena pagina, quale modella per una sfilata di Emilio Pucci.
Per fortuna, a poco a poco inizia a trovare una certa sicurezza. Il lavoro la fa diventare “Rinascentina”, ossia una donna la quale lavora alla “Rinascente” di Milano, che fra gli anni Sessanta e Settanta è un crogiolo dove le nuove idee e tendenze in fatto di moda e arredamento vengono elaborate anche da donne di grandissima levatura e talento come Adriana Botti Monti, amica di Giorgina da e per tutta la vita e Art Director del grande magazzino, o Rosellina Archinto, che prima di fare l’editrice e tante altre cose inizia anche lei sotto l’egida della “Rinascente”.
Infine approda alla casa d’aste Christie’s.
È così brava, Giorgina, che al momento della sua nomina a dirigente, nel 1981, la direttrice Edoarda Sanna della Porta glielo comunica con una lettera in cui le scrive quasi commossa di non avere ormai più nulla da insegnarle, essendo lei ormai “temprata, matura, un capo che qualsiasi azienda sarebbe fiero di avere e che qualsiasi dipendente non può che stimare e seguire.”.
La determinazione di Giorgina e la sua esperienza la rendono ormai sicura di sé, e così dopo qualche anno si butta nell’ultima grande avventura lavorativa, la costituzione della società “Consulenza d’arte” con altri due soci, in qualità di esperta gemmologa.
Andrà in pensione nel 1998, dopo oltre trent’anni di avventure e travagli che le hanno regalato, però, una vita lavorativa sicuramente peculiare e stimolante.
Bibliografia:
G. CAPROTTI, Le ossa dei Caprotti, una storia italiana, Milano, 2024/3.
Archivio Giorgina Venosta, Albiate