Approfondimento

L’impegno sociale di Giuseppe Caprotti in Esselunga. Le persone: i fornitori

di Eleonora Sàita e Giuseppe Caprotti

Così come per i clienti, anche per i fornitori , che sono i  partner dell’azienda, esiste un protocollo. Già mio padre, Bernardo Caprotti, si è sempre comportato con loro con estrema correttezza e grande rispetto, che cominciava da un punto fondamentale quale la puntualità nei pagamenti, la cui tempistica è sempre stata di molto inferiore alla media di mercato.

Abbiamo continuato seguendo il suo esempio ed implementando le pratiche in essere : nel 2001 ESD Italia– la centrale di acquisto cofondata con Selex – aveva una media di giorni di pagamento pari a 86 giorni , 24 meno della media di mercato.

 La media dei giorni di Esselunga era ancora più bassa.

I fornitori sanno anche che logisticamente costiamo di meno rispetto al mercato: portare merce a due magazzini (a Milano e a Firenze) è molto più facile che farlo in molti ipermercati, in giro per l’Italia. Questo è il significato della tabella sotto “quote per punti decisionali”.

Poi ci sono le regole: 

  • Non accettiamo regali
  • Paghiamo direttamente le partecipazioni a fiere e le viste ai fornitori
  • Tempi di attesa delle consegne ridotti al minimo
  • Riceviamo con puntualità i fornitori
  • Manteniamo gli impegni presi (ad esempio le promozioni)

Punto naturalmente sull’imparzialità nella scelta dei fornitori, su una politica di collaborazione, correttezza e trasparenza, ma favorisco ufficialmente “le attività economiche e l’occupazione sul territorio privilegiando i fornitori di piccole e medie dimensioni” (ovvero con un fatturato annuo inferiore a 100.000 euro; nel 2003, all’epoca del primo “Bilancio sociale”, sono circa il 70% del totale), e valorizzo con impegno le piccole-medie aziende italiane, “promuovendo la vendita di prodotti nazionali e la salvaguardia delle produzioni tipiche”, che vengono proposte a livello locale a una clientela che le conosce bene e le acquista con grande soddisfazione.

Oggi sembra ovvio: ma all’epoca, quando la politica di Esselunga era ben altra (i prodotti venivano scelti e imposti dall’alto, e molte produzioni tipiche e ottime ma sconosciute nel negozio di riferimento, sito magari dall’altra parte d’Italia, rimanevano invendute), anche questa è stata una delle grandi rivoluzioni che hanno cambiato il volto di Esselunga.

Di per contro, i fornitori sanno che con Esselunga non si scherza: partecipiamo a tre iniziative antitrust: contro il cartello dei libri, quello degli alimenti per neonati ed infine quello per abuso di posizione dominante di Coca-Cola. 

Infatti alla fine degli anni Novanta, per citare solo la più nota, combattiamo una dura battaglia contro un colosso mondiale come Coca-Cola, che prevarica il distributore dei suoi prodotti cercando di imporre le proprie regole, e la vinciamo. “Da quel momento in poi altri fornitori, prima di fare mosse che ci potrebbero danneggiare, ci contattano per capire quale potrà essere la nostra reazione.” (CAPROTTI, Le ossa, p. 184). Vittoria ben meritata, e anche molto utile per farci rispettare.

Dai pagamenti alle nuove regole, i fornitori vengono considerati dei partner fondamentali del “circolo virtuoso” (personale – cliente – fornitore) di Esselunga.

Durante le presentazioni , in giro per l’Italia, del mio libro “Le ossa dei Caprotti” ho ricevuto alcuni attestati di stima ed affetto da parte di fornitori che, dopo due decenni dalla mia estromissione, mi hanno confermato quanto le mie politiche avessero lasciato un segno positivo.



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