Approfondimento

Overfishing e pesca a strascico distruggono l’ambiente sottomarino

Approfondimento pubblicato il 12/06/2025 - di Giuseppe Caprotti

Redatto il 4 giugno, aggiornato il 12 giugno 2025

Questo articolo è ispirato dalla visione del film Ocean di David Attenborough che vi consiglio caldamente di vedere.

1. Overfishing:

Ne abbiamo già scritto: il 70% delle specie commerciali pescate in Nord Europa è in una situazione di overfishing (cioè di prelievi superiori alla capacità della popolazione di riprendersi), di calo drastico o di autentico collasso

Un caso di scuola : nel Mar Baltico occidentale si sono creati enormi squilibri. Si è creata, negli anni, una situazione rappresentativa di quella più generale dei mari europei e non solo.

Le specie commercialmente più ricercate sono tre: i merluzzi (le diverse specie), le aringhe (Clupea harengus) e le platesse (Pleuronectes platessa). Mentre le prime due sono in uno stato permanente di stress, al punto che si sono registrati diversi episodi di collassi dei banchi, le platesse e gli altri pesci piatti come le passere (Platichthys flesus) e le limande (Limanda limanda) sono stabili e anzi, spesso in aumento. In pochi li pescano, anche se non hanno nulla da invidiare alle altre due specie. Nel 2022, per esempio, è stato pescato solo un decimo della quantità di questi pesci che si sarebbe potuta prelevare senza minacciarli.

Squilibri come questi andrebbero corretti, incentivando il consumo di specie diverse dalle pochissime commercializzate e depauperate, ma altrettanto nobili, e suscettibili di prelievo sicuro.

Ma le decisioni sulle specie da pescare sono prese per lo più dalle grandi aziende, e questo costringe anche i pescatori locali ad adeguarsi, nonostante siano loro le prime vittime di una pesca che costa sempre di più e rende sempre di meno…

2. La pesca a stascico:

Da : “I governi stanno usando i soldi dei contribuenti per sostenere la pesca a strascico, una pesca fallimentare e distruttiva”

Di: Enric Sala

Specialista in Ecologia Marina

 

In occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sugli Oceani, dal 9 al 13 giugno, l’ecologo marino Enric Sala sottolinea quanto sia devastante la tecnica della pesca a strascico, e per rese molto basse. Chiede alla Francia di vietarlo, come la Grecia, nelle aree marine protette.

Mentre i delegati si riuniscono a Nizza per la Terza Conferenza delle Nazioni Unite sugli oceani dal 9 al 13 giugno, passeranno davanti a file di ristoranti di pesce che servono piatti iconici come la sogliola alla mugnaia, gli scampi e la bouillabaisse. Le specie marine di queste preparazioni, così come altre presenti nei menu, vengono pescate nelle acque europee utilizzando un antico metodo di pesca che si prevede sarà oggetto di intense discussioni all’Ocean Summit.

La pesca a strascico consiste nel trascinare reti pesanti, alcune grandi come due Torri Eiffel, sul fondo del mare, catturando tutto ciò che incontra sul suo cammino, indiscriminatamente. Dopo un solo passaggio di rete, le barriere coralline ricche e piene di vita possono trasformarsi in terre brulle. I pescherecci a strascico rigettano in mare fino a tre quarti delle specie catturate nelle reti (piccoli pesci, squali, razze, stelle marine, spugne, coralli molli, tartarughe marine), catture accessorie senza valore le cui vite non sono state risparmiate.

In un momento in cui la flora e la fauna oceaniche vengono tirate fuori dall’acqua più velocemente di quanto possano riprodursi e i pescatori su piccola scala stanno lottando per sopravvivere, la pesca a strascico non fa che devastare ulteriormente la biodiversità e le comunità locali che dipendono dall’oceano. Questa tecnica solleva fortemente il carbonio dai fondali marini e quindi produce enormi emissioni di anidride carbonica, che contribuiscono al riscaldamento del nostro pianeta.

Sebbene la pesca a strascico sia stata documentata per la prima volta nelXIV secolo in Inghilterra e da allora abbia devastato le nostre piattaforme continentali, questo metodo di pesca ha a lungo eluso l’attenzione del pubblico. I sostenitori della pesca a strascico sostengono che essa è vantaggiosa per la società: posti di lavoro, redditi e ricavi. Le prove del contrario stanno aumentando.

Uno studio pubblicato il 26 marzo, “Il valore della pesca a strascico in Europa”, al quale ho partecipato, ha calcolato che la pesca a strascico nelle acque europee costa alla società fino a 11 miliardi di euro all’anno, in gran parte a causa delle massicce emissioni di anidride carbonica dovute al disturbo dei sedimenti dei fondali marini. Anche senza tenere conto del costo delle emissioni di carbonio, la società perde terreno a favore dell’industria. E per tutto questo, la pesca a strascico fornisce solo il 2% delle proteine animali consumate in Europa.

Nonostante questo rendimento minimo, i governi europei sovvenzionano la pesca a strascico per un importo di 1,2 miliardi di euro all’anno, quasi equivalente al valore dei posti di lavoro creati dal settore. Senza queste sovvenzioni, la pesca a strascico non sarebbe redditizia in molti paesi. In altre parole, i governi stanno usando il denaro dei contribuenti per sostenere un settore in bancarotta…

Attenborough nel film Ocean , oltre a farci vedere dal vivo i danni irreparabili della pesca si strascico, ci ricorda che, nel mondo, solo il 3% dell’ambiente marino è protetto. Sta a noi  fondazioni, associazioni e cittadini prendere di coscienza di questa situazione e cercare di modificarla.

Il Trattato sull’alto mare (l’UE e altri sei Stati membri ratificano il testo) è fondamentale per la protezione dei mari e degli oceani, se ne sta discutendo a Nizza in questi giorni : UNOC: a Nizza la comunità internazionale al capezzale di un oceano in difficoltà. Riscaldamento globale, acidificazione, pesca eccessiva, inquinamento: i mali di cui soffrono gli ambienti marini sono numerosi. Dal 9 al 13 giugno, una sessantina di capi di Stato si riuniranno per cercare di fermare il degrado di questo gigantesco ecosistema essenziale per la vita sulla Terra.

UNOC: il trattato sull’alto mare “entrerà in vigore il 1° gennaio 2026”, assicura Emmanuel Macron

Grazie a Friends of Genoa e a Bianca Iannacone

Pescherecci a strascico nel porto di Nea Michaniona, Grecia, 22 maggio 2025. SAKIS MITROLIDIS / AFP



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