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Zucchero camuffato in etichetta: l’inganno ha almeno 30 nomi

Quanto zucchero consumiamo davvero? Troppo

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Istat, il consumo medio di zuccheri liberi in Italia supera le raccomandazioni dell’OMS, che consiglia di non superare il 10% delle calorie totali giornaliere (meglio se si scende al 5%). Questo equivale a circa 25 grammi al giorno per un adulto, cioè 5 cucchiaini. Eppure, si stima che molti italiani — anche senza accorgersene — arrivino a consumarne dai 60 ai 100 grammi al giorno, soprattutto a causa degli zuccheri nascosti nei prodotti confezionati. Basta solo ricordare che una lattina di Coca-Cola contiene 35 g di zucchero, ovvero l’equivalente di 7 cucchiaini.

Il rischio? Non solo carie e sovrappeso, ma anche un aumento della probabilità di sviluppare diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e fegato grasso non alcolico (NAFLD), che colpisce sempre più anche i bambini.

Leggere bene le etichette è un gesto di salute

Sapere dove si nasconde lo zucchero è il primo passo per ridurne il consumo. Un buon consiglio è guardare l’elenco degli ingredienti: se uno zucchero compare nei primi tre posti, il prodotto ne contiene in quantità rilevante. Anche la dicitura “carboidrati di cui zuccheri” nella tabella nutrizionale dà un’idea precisa di quanto zucchero stiamo per ingerire. La dolcezza non è sempre un difetto, ma quando è troppa — e soprattutto quando è nascosta — può diventare un problema serio.

“Senza zucchero” non vuol dire “senza dolcificanti”

Sempre più prodotti in commercio riportano in etichetta scritte come “senza zucchero” o “senza zuccheri aggiunti”, ma attenzione: queste diciture non significano che il prodotto non contenga sostanze dolci.

Seconde le norme europee:  la scritta “Senza zucchero” può essere scritto solo se il prodotto contiene meno di 0,5 grammi di zuccheri per 100 grammi o 100 ml. Tuttavia, può contenere additivi edulcoranti come xilitolo, maltitolo o eritritolo, che danno dolcezza pur non essendo tecnicamente zuccheri.

La frase invece “Senza zuccheri aggiunti” indica che non sono stati aggiunti zuccheri semplici (come saccarosio, glucosio o fruttosio), ma il prodotto può comunque contenere zuccheri naturalmente presenti, ad esempio nel latte o nella frutta. Alcuni prodotti sfruttano ingredienti alternativi per dolcificare — come succo di mela concentrato, purea di frutta, sciroppo d’agave — che però vengono considerati “zuccheri aggiunti” ai fini di legge (apportano comunque zuccheri) e non consentono il claim “senza zuccheri aggiunti”. Il regolamento CE n.1924/2006, infatti, indica “L’indicazione che all’alimento non sono stati aggiunti zuccheri e ogni altra indicazione che può avere lo stesso significato per il consumatore sono consentite solo se il prodotto non contiene mono- o disaccaridi aggiunti o ogni altro prodotto alimentare utilizzato per le sue proprietà dolcificanti”


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Flash pubblicato il 26/06/2025



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