Rinviato di un anno l’accordo globale sulla riduzione delle emissioni di CO2 delle navi, sotto la pressione degli Stati Uniti
Gli Stati Uniti hanno minacciato le delegazioni a favore del progetto con restrizioni sui visti per i membri dell’equipaggio, sanzioni commerciali o tasse portuali aggiuntive. Il sistema previsto “non è perfetto”, ha riconosciuto Arsenio Dominguez – segretario dell’ Organizzazione marittima internazionale (IMO) – all’apertura del vertice martedì. Ma “fornisce una base equilibrata”.
Il controverso piano mira a far pagare alle navi una sorta di tassa sulle loro emissioni al di sopra di una certa soglia, nell’ottica di alimentare un fondo che premi le navi poco dismesse e sostenga i Paesi vulnerabili ai cambiamenti climatici. Questa tariffazione delle emissioni di CO2 dovrebbe incoraggiarle a utilizzare combustibili che emettono meno gas serra.
I paesi dell’Unione Europea, il Brasile e la Cina hanno ribadito questa settimana il loro sostegno all’adozione di questo “quadro net-zero” (noto anche come NZF). Gli Stati insulari del Pacifico, che si erano astenuti ad aprile, ritenendo la misura insufficiente, hanno infine indicato di essere a favore. Ma accanto agli Stati Uniti, l’Arabia Saudita, la Russia e i paesi produttori di petrolio si sono uniti contro il progetto…
Nonostante i tentativi per modificare i parametri di valutazione dei gas serra da parte dell’amministrazione Trump (The Wall Street Journal ad agosto 2025) questi stanno aumentando, vedi Il Sole 24 ore, ed il Financial Times a ottobre 2025.
Secondo il quotidiano con base a Londra il 2024 è stato l’anno con il più grande incremento di CO2 in assoluto da quando vengono misurati i dati.
Flash pubblicato il 19/10/2025


