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Come l’olio di palma e di soia stanno distruggendo la biodiversità globale

Come l’olio di palma e di soia stanno distruggendo la biodiversità globale

… è proprio l’agricoltura, quella intensiva e industriale, a provocare la perdita di biodiversità, perché si basa sull’azzeramento dell’esistente (per esempio boschi e foreste) a favore di monocolture geneticamente troppo omogenee, e mantenute produttive grazie a fertilizzanti e fitofarmaci, ovvero agli agenti che provocano la scomparsa quando non l’estinzione delle specie…

Per quantificare nel modo più preciso possibile le conseguenze delle colture di piante da olio, chiamate oleaginose, sulla biodiversità, gli autori hanno messo a confronto una serie di dati molto diversi, relativi al periodo compreso tra il 1995 e il 2020 e alla produzione, al commercio e all’utilizzo. Ne hanno comprese ben 19, per allargare il più possibile il campo e includere anche quelle usate per impieghi non alimentari ma, per esempio, in cosmetica…

…le coltivazioni peggiori: senza grandi sorprese, sono state quelle per ottenere gli oli di palma, di cocco e di soia. Nel 2020, queste 19 colture hanno causato l’1,5% della perdita globale di biodiversità legata alle attività umane; una cifra enorme se si pensa che parliamo solo di oli vegetali. Di questo impatto, ben il 75% è riconducibile soltanto alle tre piante peggiori (che peraltro sono un ingrediente importante del cibo ultra-processato)

Sotto: due tipi di olio di palma


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Flash pubblicato il 29/07/2026



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