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ISDE Italia e le altre associazioni chiedono al Governo trasparenza e partecipazione: nel 2023 l’inquinamento da particolato fine ha causato oltre 43mila morti premature nel Paese

Le organizzazioni chiedono al Governo di avviare subito il confronto pubblico sul decreto che dovrà recepire la Direttiva UE 2024/2881, pubblicare un cronoprogramma verificabile e adottare obiettivi nazionali più ambiziosi dei requisiti minimi europei.

La direttiva, che dovrà essere recepita entro l’11 dicembre 2026, introduce limiti più rigorosi per i principali inquinanti atmosferici. Entro il 2030, salvo eventuali deroghe, dovranno essere sensibilmente ridotte le concentrazioni consentite di PM2,5 e biossido di azoto.

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Tra i nove Paesi finora esaminati, l’Italia ottiene la valutazione peggiore insieme alla Bulgaria. Non è stata pubblicata alcuna bozza di decreto e non è stata annunciata una consultazione pubblica. Rimangono inoltre incertezze sulla suddivisione delle competenze tra Governo e Regioni del bacino padano

In Italia oltre 43mila morti premature da PM2,5 …


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Flash pubblicato il 03/08/2026



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