Tema: Inquinamento
News e approfondimenti
La pesca eccessiva porta inquinamento e causa grossi problemi sociali, soprattutto in Africa dove sempre più giovani pescatori – privi di fonti di sostentamento- cercano di attraversare l’Atlantico verso l’Europa, a rischio della loro vita
L’influenza aviaria è ormai considerata una “componente fisiologica” del settore, che limita anche l’espansione degli allevamenti, almeno in Italia. Ciò ha portato alla sperimentazione di un vaccino nelle province di Mantova e Verona
L’esposizione a livelli elevati di PFAS è associata a rischi per fegato e reni, disturbi del sistema endocrino e riproduttivo, alterazioni immunitarie e aumento del rischio di alcuni tumori
Le testimonianze parlano di una contaminazione che entra nella vita quotidiana: uova di galline domestiche risultate con livelli di PFAS tre volte superiori ai limiti, ortaggi non più consumabili, spese per sistemi di filtrazione dell’acqua e, soprattutto, un forte impatto psicologico legato all’incertezza sanitaria. Alcune delle patologie citate dai residenti, come il tumore al seno, rientrano tra quelle che la letteratura scientifica associa a una possibile esposizione prolungata ai PFAS
Nel numero di giugno 2025 di Fondamentale, la rivista dell’AIRC, viene messo a fuoco un aspetto spesso trascurato: la crisi climatica non è solo un’emergenza ambientale, ma può incidere anche sul rischio oncologico, aumentando l’esposizione […]
La copertura arborea media nelle città europee è oggi del 18,5%. Ogni +5 punti percentuali di chiome urbane riduce le concentrazioni di PM2.5 del 2,8%, NO₂ dell’1,4% e ozono dell’1,2%.
Questo significa, in termini sanitari, circa 4.700 morti premature evitate ogni anno in Europa. Portando ogni città ad almeno il 30% di copertura arborea, le vite salvate salirebbero a quasi 12.000 ogni anno. Nel 2019 gli alberi urbani hanno già “salvato” circa 24.800 persone dal morire prematuramente a causa dell’inquinamento atmosferico
La contaminazione italiana è quasi certamente simile a quella francese. Ma nel nostro Paese arrivano nuove regole: saranno applicate? Questo è il grande quesito
Negli ultimi anni l’Europa ha visto estati roventi, alluvioni impreviste, siccità e incendi che non conoscevamo con perdite economiche stimate in 738 miliardi di euro tra il 1980 e il 2023 di cui oltre 162 miliardi nei soli anni 2021-2023. (fonte AEA)
Molti dei danni provocati da questi eventi restano spesso irrisolti: alberi abbattuti che non vengono sostituiti, infrastrutture mai ricostruite, territori lasciati al degrado. Si crea così un circolo vizioso: la mancanza di risorse per riparare i danni aumenta la vulnerabilità agli eventi futuri, aggravando l’impatto economico e sociale delle catastrofi. Pensiamo davvero che sia ancora “normale” tutto questo?
In Italia, secondo l’Osservatorio internazionale Waste Watcher, lo spreco alimentare medio per cittadino si attesta a 555,8 grammi settimanali, ossia più di 28,9 kg all’anno. Si registra un calo del 18,7% rispetto al 2024, ma continua a superare la media europea e resta distante dal target dei 369,7 grammi settimanali previsto per il 2030.
Le acque europee continuano ad essere influenzate da sostanze chimiche, prevalentemente dall’inquinamento atmosferico da produzione di energia a carbone e dall’inquinamento diffuso dall’agricoltura. La mancanza di miglioramento dello stato chimico può essere in parte attribuita a inquinanti di lunga durata, come il mercurio e i ritardanti di fiamma bromati. Il nodo del Pnrr
Gli esperti hanno identificato un’ampia gamma di impatti – della plastica – tra cui disturbi cardiovascolari, cancro, diabete e malattie respiratorie, nonché una maggiore vulnerabilità alle infezioni
Leggiamo sempre le etichette e mangiamo prodotti italiani o europei, possibilmente di stagione : sono più freschi e contengono minori quantità di conservanti chimici
Un sacchetto o una bottiglia di plastica scartati che si dirigono verso l’oceano o una spiaggia vengono colpiti dalla luce ultravioletta, dal calore e dall’abrasione della sabbia. Da lì, “si scomporrà in un numero enorme di micro e nanoplastiche”..
Un sacchetto o una bottiglia di plastica scartati che si dirigono verso l’oceano o una spiaggia vengono colpiti dalla luce ultravioletta, dal calore e dall’abrasione della sabbia. Da lì, “si scomporrà in un numero enorme di micro e nanoplastiche”..
Molti studi in corso è comprovato che possono portare danni importanti per la salute (tra cui il cancro) e di recente una inchiesta di Greenpeace, che ha analizzato i campioni di 235 città italiane, ha mostrato come alcune di questi “forever chemicals” sono presenti nel 79% delle acque potabili del rubinetto italiane prese in esame. In Francia anche nel vino, nella birra e nei succhi di frutta
L’acqua non è più una cosa scontata ed infinita anche perchè, purtroppo, è spesso inquinata. La carenza d’acqua inoltre colpisce imprese e regioni come la Sicilia. Il problema dei PFAS cancerogeni e della mancanza d’acqua và affrontato anche in Italia
I noti fattori di rischio sono il comportamento sedentario, la dieta, oltre all’aumento dei tassi di obesità e diabete. E poi c’è un problema ambientale, da approfondire. nel frattempo la Commissione europea ha granuli per l’erba sintetica ha proibito: scrub e cosmetici al cui interno sono presenti i micrograni, glitter per make up o detergenti, brillantini utilizzati nel mondo della cartoleria e giocattoli