Approfondimento

Cibo : varata la “Direttiva colazione”: cosa significa?

Approfondimento pubblicato il 13/10/2025 - di Redazione

Redatto il 10 ottobre, aggiornato il 13 ottobre 2025

Grazie alle nuove regole, i consumatori italiani potranno conoscere meglio l’origine e la composizione di miele, succhi di frutta e marmellate, favorendo scelte più consapevoli e tutelando la qualità del Made in Italy.

Nuove regole per il miele

Per il miele confezionato, i produttori dovranno indicare i paesi di origine delle miscele, un pò come avviene in Svizzera per tutti i prodotti. Nel caso di miscele provenienti da più Paesi, le informazioni dovranno essere riportate in ordine decrescente di quantità, con l’indicazione delle percentuali relative. Solo quando quattro Paesi rappresentano almeno il 60% del contenuto sarà possibile omettere le percentuali dei restanti Paesi.

Viene inoltre modificata la denominazione “miele filtrato”, che sarà ora classificata come “Miele ad uso industriale”, più coerente con il suo impiego culinario. L’Italia produce circa 24mila tonnellate di miele ogni anno, e le nuove regole rafforzano la tutela dei prodotti nazionali rispetto a quelli extra-Ue di qualità inferiore.

Succhi di frutta a tasso ridotto di zuccheri

La direttiva aggiorna anche le tipologie di succhi di frutta, introducendo le categorie:

  • Succo di frutta a tasso ridotto di zuccheri
  • Succo di frutta da concentrato a tasso ridotto di zuccheri
  • Succo di frutta concentrato a tasso ridotto di zuccheri

Questi prodotti dovranno contenere almeno il 30% di zuccheri in meno rispetto ai succhi di riferimento, offrendo ai consumatori alternative più salutari senza rinunciare al gusto.

Confetture e marmellate: più frutta nei barattoli

Le nuove regole aumentano la quantità minima di frutta per le confetture:

  • Confetture standard: da 350 g a 450 g di frutta per kg (da 35% a 45%)
  • Confetture extra: da 450 g a 500 g di frutta per kg (da 45% a 50%)

Viene da domandarsi : perchè solo la colazione?

Perchè tutti  i prodotti che mangiamo non vengono etichettati in modo chiaro come avviene in Svizzera?

Per ora, sull’etichettatura, rileviamo solo una grande confusione.



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