Tema: Etichettatura degli alimenti
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La vittoria di Pirro di questo governo si riassume così : 1) il sistema Nutrinform Battery è costato soldi e non funziona 2) l’etichettatura alimentare europea è poco chiara e si presta a frodi
Ne abbiamo già parlato a più riprese : le formulazioni dei prodotti alimentari non sono tutte “uguali” e, i consumatori che acquistano consapevolezza, possono influire su eventuali modifiche delle politiche delle multinazionali
Le chiacchiere al forno non sono automaticamente più leggere, né più sane. La vera differenza la fanno gli ingredienti, non il nome sull’etichetta. E, come spesso accade, un’occhiata attenta alla lista degli oli utilizzati vale molto più di qualsiasi promessa “light”
Negli ultimi anni, le etichette sono diventate il simbolo di una battaglia più ampia: quella per la trasparenza. Dovrebbero aiutarci a capire cosa mangiamo, da dove arriva ciò che acquistiamo e quali scelte stiamo davvero […]
Secondo un nuovo rapporto diffuso dall’agenzia dell’Onu, quest’anno è sovrappeso un bimbo o adolescente su dieci nel mondo e dal 2000 l’obesità è aumentata, passando dal 3% al 9,4%.
Quest’anno l’obesità ha superato il sottopeso come forma più diffusa di malnutrizione, interessando un bambino in età scolare e adolescenziale su dieci – ovvero 188 milioni -, esponendoli al rischio di malattie potenzialmente letali
Due terzi degli europei ora credono che gli alimenti ultra-processati siano malsani e causeranno problemi di salute in età avanzata, secondo un sondaggio di febbraio su 10.000 persone in 17 paesi, e il 40 percento non si fida che le autorità li stiano regolamentando abbastanza bene
Sono le classi più povere a subire il marketing del cibo ultra- processato che porta obesità, diabete e cancro, l’indecisione della UE danneggia la salute dei suoi cittadini
Gli Stati Uniti dovrebbero regolamentare l’etichettatura dei prodotti ultra- trasformati ma l’industria alimentare farà sicuramente una forte opposizione adducendo “significativi aumenti di costi”
Le aziende legate al settore alimentare e delle bevande analcoliche hanno speso 106 milioni di dollari in attività di lobbying nel 2023, quasi il doppio di quanto hanno speso le industrie del tabacco e dell’alcol messe insieme. La spesa dell’anno scorso è stata superiore del 21 percento rispetto al 2020, con un aumento dovuto in gran parte alle attività di lobbying relative alla lavorazione alimentare e allo zucchero
Più che esercitare una qualunque “sovranità” il governo italiano dovrebbe cercare di tutelare la sostenibilità economica dei produttori e la salute dei consumatori italiani