Approfondimento

Dall’anoressia alla «diabulimia» anti-insulina: in Italia colpiti 5 milioni ma «guarire si può»

Approfondimento pubblicato il 16/04/2026 - di Redazione

Estratto tratto da Il Sole 24 ore : Dall’anoressia alla «diabulimia» anti-insulina: in Italia colpiti 5 milioni ma «guarire si può»

Dalla testimonianza di una ex paziente anoressica alle forme che “mixano” anoressia e patologie come il diabete di tipo 1 fino ai buchi nella rete di cura completa solo in 4 Regioni: viaggio nei disturbi dell’alimentazione che attanagliano bambini e adolescenti

Silvia Rossi “ne è uscita”, come si dice, e ci tiene a testimoniarlo: che di anoressia (e non solo) si può guarire…

Disturbi per 5 milioni in Italia

La vicenda di Silvia Rossi dimostra una volta di più che di disturbi del comportamento alimentare si guarisce. «La buona notizia – spiega Laura Dalla Ragione, psichiatra e psicoterapeuta, tra gli altri incarichi direttrice della Rete Disturbi alimentari della Regione Umbria nonché direttrice del Numero Verde nazionale Dca Presidenza del Consiglio dei ministri – è che le remissioni totali sono tante: arrivano all’80% per l’anoressia nervosa, al 70% per la bulimia. E allora – prosegue – fa rabbia che moltissimi giovani a questo traguardo non riescano ancora oggi ad arrivare e che si contino oltre 3.500 decessi.

I “Dan”, o “Dca”, sono la prima causa di morte in Italia tra gli adolescenti, dopo gli incidenti stradali.

La realtà è che troppi restano esclusi dai servizi, a fronte di un’emergenza che tra i 3 milioni di casi “messi in chiaro” nel 2025 da una survey Cineca e il sommerso stimato di almeno 2 milioni di persone in tutta Italia, presenta un conto salato di 5 milioni di giovani e giovanissimi interessati». Se moltissimi superano la malattia, pesa il 30% di quanti anche per non aver trovato risposte appropriate e vicino casa, rifiutano le cure o rischiano recidive o – ancora – una modificazione della patologia in altra direzione. Per questo è fondamentale che una rete adeguata di assistenza sia strutturata ovunque.

Piena efficienza solo in 4 Regioni

La mappa dei servizi non fa sconti: le Regioni con una rete completa di cura anche sul territorio «si contano sulle dita di una mano – avvisa ancora l’esperta – e sono la Toscana, Umbria, Emilia Romagna e Veneto mentre in altre, come la Lombardia che pure dispone di buone strutture ospedaliere e residenziali – c’è scarsità di ambulatori pubblici.

In tutto il Paese per avere una rete completa servirebbero almeno 300 centri – prosegue Dalla Ragione – mentre oggi malgrado i numeri in crescita, siamo a metà percorso. Di conseguenza la mobilità è molto elevata: chi può permetterselo si sposta per cercare risposte, a proprie spese».



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