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Export di pesticidi vietati dall’UE raddoppia in 7 anni, svela indagine Greenpeace-Public Eye

Nel 2024 pesticidi vietati nell’UE sono stati esportati in 93 Paesi, 71 dei quali (oltre i tre quarti) sono a medio o basso reddito e risultano destinatari del 58% in peso del totale dei prodotti. Il maggior importatore tra questi è il Brasile, una delle nazioni con le riserve di biodiversità più importanti al mondo, seguito da Ucraina, Marocco, Malesia, Cina, Argentina, Messico, Filippine, Vietnam e Sudafrica. Tra i Paesi destinatari figurano ben 25 nazioni africane, mentre gli Stati Uniti sono il maggiore importatore tra i Paesi ad alto reddito, nonché primo importatore in assoluto al mondo.

Tredici Stati membri dell’UE sono coinvolti nell’export di pesticidi vietati: al primo posto, per volumi d’esportazione, la Germania, seguita da Belgio, Spagna, Paesi Bassi, Bulgaria, Italia, Francia, Danimarca, Ungheria e Romania. Oltre 40 le aziende implicate in Europa, tra cui BASF, maggiore esportatrice per peso, Teleos Ag Solutions, Agria, le multinazionali Corteva, Syngenta, Bayer e AlzChem. In Italia sei aziende, tra cui Finchimica, Tris International, Corteva e Sipcam Oxon, hanno notificato complessivamente l’esportazione di quasi 7 mila tonnellate di pesticidi contenenti 11 sostanze chimiche vietate, su tutti l’erbicida trifluralin (proibito da quasi 20 anni nell’UE perché altamente tossico per pesci e altri animali acquatici, nonché sospetto cancerogeno e altamente persistente nel suolo) e il suo parente chimico ethalfluralin.

Per approfondire : La lobby dei pesticidi che smercia sostanze proibite nei paesi extra UE


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Flash pubblicato il 29/09/2025



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