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Glifosato, nuove prove sul legame con le malattie del fegato. E l’erbicida è presente nel cibo degli italiani

Un cocktail quotidiano

Il glifosato è stato classificato probabile cancerogeno per l’uomo nel 2015 dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), ma è ancora oggi rintracciabile nel 60% delle verdure statunitensi e nelle urine di persone in tutto il mondo, anche tra chi non ha mai lavorato nei campi.

Anche in Italia, nel tanto declamato cibo made in Italy, il Salvagente ha trovato e continua a trovare nelle sue analisi questa molecola. Dalle zuppe di legumi pronte alle bustine di tè, dal prosecco alla pasta, alle farine ai corn flakes il glifosato accompagna i nostri pasti dalla colazione fino al dopocena.

Il tutto generalmente in compagnia di una miscela di pesticidi con effetti cumulativi ancora poco studiati.

Come difendersi?

Gli autori dello studio concludono con un consiglio chiaro: privilegiare alimenti biologici, ridurre al minimo l’uso di erbicidi sintetici in orti e giardini, e chiedere a gran voce un riesame dei limiti di esposizione e delle autorizzazioni per l’uso agricolo di sostanze ormai onnipresenti nella catena alimentare.


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Flash pubblicato il 07/05/2025



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