In Italia la produzione di rifiuti speciali continua a crescere, confermandosi un nodo cruciale per la gestione ambientale ed economica del Paese
Un dato particolarmente rilevante riguarda la gestione: il 70% dei rifiuti speciali viene avviato a operazioni di recupero di materia, confermando un orientamento ormai consolidato verso l’economia circolare. Solo il 18% finisce in discarica, con una tendenza in calo costante negli ultimi anni. Questo risultato è frutto sia delle normative europee sempre più stringenti, sia della capacità del settore industriale di valorizzare materiali secondari. Tuttavia, restano criticità legate alla qualità del recupero e alla reale reimmissione dei materiali nei cicli produttivi.
Il rapporto evidenzia anche la crescita dei rifiuti pericolosi, che hanno raggiunto i 9,6 milioni di tonnellate (+2,1% sul 2022). Tra le tipologie più diffuse spiccano i fanghi industriali e i rifiuti derivanti dal trattamento dei fumi. La loro gestione rimane problematica: in diversi casi si ricorre ancora al conferimento fuori regione o all’esportazione all’estero, con costi economici ed ambientali significativi.
Flash pubblicato il 03/11/2025
