La legge affida al Dipartimento della Salute della California la supervisione di un processo attraverso il quale i produttori alimentari potranno richiedere ad agenti di certificazione accreditati l’autorizzazione a usare il marchio “non ultraprocessato” sulle proprie confezioni. Il meccanismo ricalca quello per la certificazione biologica a livello federale. Tutto questo mentre gli Stati Uniti non dispongono ancora di una norma federale che definisca gli alimenti ultra-processati, come del resto l’Italia. In California, una legge già in vigore in materia scolastica definisce ultraprocessato qualsiasi alimento o bevanda che contenga determinate sostanze in combinazione con elevate quantità di grassi saturi, sodio, zuccheri aggiunti, dolcificanti non nutritivi o altre sostanze specifiche.
Flash pubblicato il 09/09/2026
