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Stretta contro le frodi alimentari ma grande opacità sugli spot ingannevoli o scorretti

pene più severe, punite le etichette ingannevoli. Si amplia il catalogo dei reati, multe fino a 50mila euro per chi falsifica prodotti Dop e Igp.

Ma per le aziende esiste il  rischio di costi aggiuntivi che  possono essere scaricati sui consumatori.

E soprattutto si può sostenere che un’acqua minerale “aiuta a dimagrire”, che la plastica della bottiglia ha “impatto zero”, che la pasta è “trafilata al bronzo” anche quando non lo è, che un integratore “dà energia” o “aiuta a perdere peso”, che le vitamine combattono la stanchezza, che una dieta fa perdere 10 chili in un mese, che una merendina è fatta con ingredienti “naturali”, che un tè con cinque zollette di zucchero è ideale per i bambini o che un olio di semi fa bene al cuore.

Messaggi ingannevoli che ogni giorno sono diffusi attraverso tv, giornali, siti internet e social network.

Nel 2025 82 campagne pubblicitarie segnalate come scorrette o potenzialmente ingannevoli sono state esaminate dallo IAP, ma il verdetto non è pervenuto. Il risultato è un sistema sempre meno trasparente. I consumatori e i giornalisti non vengono informati delle pubblicità ritenute scorrette e le aziende evitano il danno reputazionale che deriverebbe dalla pubblicazione delle censure.

Un passo in avanti sull’etichettatura e due indietro sulle pubblicità degli alimenti?


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Flash pubblicato il 10/06/2026



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