Approfondimento

Le parole della biodiversità: capire per proteggere

Approfondimento pubblicato il 30/04/2026 - di Roberta Liberale

La biodiversità viene spesso associata all’ambiente, al paesaggio o alla tutela di alcune specie animali e vegetali. In realtà, il suo significato è più ampio e più profondo. La Convenzione ONU sulla Diversità Biologica ha definito la Biodiversità come: “la ricchezza degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui essi vivono, includendo la diversità a livello genetico, di specie e di ecosistema”.

Da questa definizione emergono tre livelli strettamente connessi. Il primo è la diversità degli ecosistemi, cioè la varietà degli ambienti naturali, degli habitat e delle comunità viventi. Il secondo è la diversità delle specie, che riguarda sia il numero delle specie presenti in un territorio, sia il loro diverso peso e presenza nei vari contesti. Il terzo è la diversità genetica, cioè le differenze presenti all’interno di una stessa specie, fondamentali per la sua capacità di adattarsi e continuare a evolvere.

Una delle parole centrali da cui partire è ecosistema. Un ecosistema è un insieme vivente composto da organismi, elementi fisici e relazioni reciproche. Un bosco, un fiume, una zona umida, un prato, così come un’area agricola o urbana, possono essere letti come ecosistemi. Questa parola ci aiuta a comprendere che ogni elemento fa parte di una rete più ampia e che ogni cambiamento può produrre effetti che si propagano nel tempo. Da qui emerge con chiarezza il concetto di interdipendenza. La fertilità del suolo, la presenza degli impollinatori, la qualità dell’acqua, la regolazione del clima, la stabilità dei territori: tutto è collegato.

Specie: varietà e ruoli nell’ecosistema

Dentro questa trama trovano posto le specie, che rappresentano una delle espressioni più visibili della biodiversità. Parlare di specie significa riconoscere la varietà del vivente e, insieme, comprendere il ruolo che ogni organismo può assumere all’interno di un sistema più ampio. Nel linguaggio della conservazione, alcune specie hanno un rilievo particolare. Le specie chiave svolgono una funzione essenziale per l’equilibrio di un ecosistema, ad esempio il lupo appenninico che regola le popolazioni di ungulati. Le specie ombrello, come l’orso marsicano, orientano la tutela di habitat ampi e complessi, con benefici che si estendono anche ad altre forme di vita. Le specie bandiera, come il panda o la foca monaca, animali carismatici che rendono una causa più visibile, mobilitando attenzione e risorse. Le specie indicatrici, infine,come le api selvatiche, aiutano a leggere lo stato di salute di un ambiente, perché la loro presenza, rarefazione o scomparsa segnala cambiamenti ecologici in corso.

Habitat e resilienza

A questa parola se ne lega un’altra, altrettanto importante: habitat. L’habitat è il contesto in cui una specie vive, cresce, si riproduce e trova le condizioni necessarie alla propria continuità. Proteggere un habitat significa custodire un insieme di equilibri, relazioni e possibilità di vita. Quando un habitat si degrada, si frammenta o scompare, l’intero sistema si indebolisce e la biodiversità perde una parte della sua capacità di rigenerarsi.

In questo quadro assume rilievo anche la parola resilienza. In ecologia, la resilienza indica la capacità di un sistema di affrontare cambiamenti, assorbire shock e continuare a funzionare. Ecosistemi più ricchi e diversificati tendono a essere più resilienti, perché dispongono di una maggiore capacità di adattamento. Sistemi più poveri e semplificati risultano invece più esposti ai rischi e più vulnerabili alle crisi.

Estinzione e servizi ecosistemici

Un’altra parola importante è estinzione. Di solito viene associata a eventi estremi e lontani, mentre spesso rappresenta l’esito finale di processi più graduali: rarefazione delle specie, degradazione degli habitat, perdita di varietà genetica, impoverimento progressivo degli ecosistemi. La biodiversità si indebolisce lungo tutto questo percorso, molto prima della scomparsa definitiva di una specie. Secondo i dati della Lista Rossa IUCN (aggiornamento ottobre 2024) su 166.061 specie valutate, 46.337 risultano a rischio di estinzione, con oltre un terzo delle specie arboree in pericolo.

Per comprendere in modo concreto il valore della biodiversità, è utile richiamare anche il concetto di servizi ecosistemici. Con questa espressione si indicano i benefici che gli ecosistemi assicurano alla vita umana: l’impollinazione delle colture, la purificazione dell’acqua, la fertilità dei terreni, la regolazione climatica, la protezione dal dissesto idrogeologico, fino al contributo al benessere psicofisico. La biodiversità emerge così come una componente strutturale del nostro equilibrio.

Equilibrio, responsabilità e biofilia

Anche la parola equilibrio richiede attenzione. In natura indica una continuità vitale dentro il cambiamento. Gli ecosistemi sono dinamici, si trasformano nel tempo, reagiscono alle pressioni esterne. Proteggere la biodiversità significa accompagnare questa vitalità, custodendone le condizioni di tenuta e di rinnovamento.

Infine, c’è una parola che attraversa tutte le altre: responsabilità. La biodiversità invita a ripensare il rapporto tra essere umano e ambiente, riconoscendo che noi stessi siamo parte di questa rete e che dalla sua vitalità dipende una parte essenziale del nostro futuro. Le parole, in questo senso, servono a dare forma alla consapevolezza. E la consapevolezza è una condizione necessaria per costruire tutela, educazione e politiche efficaci.

C’è però un’ultima parola che può accompagnare questo percorso con un messaggio di fiducia: biofilia. È il nome del legame profondo che unisce l’essere umano alla vita e ai sistemi viventi, elaborato dal biologo Edward O. Wilson nel 1984. Richiamarla oggi significa ricordare che la tutela della biodiversità nasce anche da una disposizione interiore, da una sensibilità, da un senso di appartenenza. In questa parola c’è una promessa di futuro: la possibilità di tornare a guardare la natura non solo come qualcosa da difendere, ma come una presenza con cui ricostruire un rapporto più consapevole.

Le parole non cambiano la realtà da sole. Ma senza parole precise, la realtà è più difficile da leggere e da proteggere. Ecosistema, resilienza, specie chiave, servizi ecosistemici: non sono termini tecnici riservati agli esperti, ma strumenti di lettura che appartengono a chiunque voglia capire perché la biodiversità riguarda anche la propria città, la propria salute, il proprio piatto.

Per approfondire, puoi leggere i nostri articoli:  come la perdita di biodiversità mette sotto pressione clima e risorse in Europa, su perché la biodiversità riguarda la nostra salute e su come le città senza biodiversità diventano più fragili.



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