Guido Venosta e la politica
Iniziarono dopo il ritorno in Italia nel 1963, alla fine del mandato settennale a Londra, al vertice della Pirelli Ltd, i contatti di Guido Venosta col Partito liberale italiano (definitivamente scomparso alla fine degli anni Settanta), “cui gli ideali della gioventù, il pensiero risorgimentale sempre vivo della famiglia paterna, le letture storiche e i vari soggiorni in Inghilterra, mi portavano definitivamente vicino. (…)”.
Venosta entrò nel PLI (Partito liberale italiano), e candidatosi alle elezioni comunali fece parte della Giunta di tre Sindaci, Pietro Bucalossi (1964 – 1970), Aldo Aniasi (1970 – 1980) e Carlo Tognoli (1980 – 1986).
In quel periodo rappresentò il Comune nel Consiglio di amministrazione del Piccolo Teatro di Milano, allora guidato da Paolo Grassi, Nina Vinchi, moglie di Grassi, e Giorgio Strehler.
Fu proprio la sua attività per il partito a dare inizio alla sua collaborazione con la neonata AIRC, l’Associazione nazionale per la ricerca sul cancro. Nel suo libro ne accenna soltanto (Franco Brambilla, l’allora Amministratore delegato della Pirelli, fece il nome di Venosta “memore anche del buon successo che avevo conseguito in una recente raccolta di fondi (…)”, VENOSTA, Dal profit al nonprofit, p. 9); nelle “Memorie” inedite, invece, mette più particolari, che sono interessanti perché riportano, già in nuce, il metodo che sarebbe poi stato quello vincente di Guido Venosta nell’AIRC:
“Feci per il partito una raccolta fondi per una delle varie campagne elettorali che incontrai sulla mia strada. Era una cosa modesta, diretta per lettera ad amici, si raccoglievano da ognuno 10, 50, massimo 100.000 lire [pari a massimo 50 euro, N.d.R.]. Comunque, per quei tempi, la campagna fu un grosso successo, o perlomeno fu considerata tale in ambito aziendale (…)”.
Franco Brambilla, quindi, considerò il suo dirigente la persona più adatta per il lavoro che s’intendeva fare onde decretare il successo dell’AIRC, ossia informare e sollecitare l’opinione pubblica sull’argomento della ricerca oncologica, onde iniziare anche in Italia una cospicua e continua raccolta fondi per finanziarla. Ed ebbe ragione.
Fonti:
Albiate (MB), Villa San Valerio, Archivi di Villa San Valerio, Archivio di Guido Venosta, Memorie (1997-1998), inedite, pp. 43-45.