Approfondimento

Guido Venosta e l’AIRC – La “cassaforte” dell’AIRC: la Fondazione italiana per la ricerca sul cancro (FIRC)

di Eleonora Sàita e Giuseppe Caprotti

Nel 1982, Guido Venosta, Presidente dell’AIRC, promuove a fianco dell’Associazione la Fondazione italiana per la ricerca sul cancro (FIRC) come ente patrimoniale destinato a due scopi principali: il primo, la raccolta e la corretta gestione di contributi, donazioni e lasciti testamentari che cominciano ad affluire accanto alle quote associative; il secondo, la costituzione di un patrimonio che assicuri nel tempo un patrimonio alla ricerca oncologica, fornendo così una base certa su cui contare e, dunque, una garanzia per il futuro.

“Raggiunto questo traguardo – scrive nel suo libro -, ovvero un ammontare sufficiente allo scopo istituzionale, la Fondazione (…) ha cominciato a superare la ristretta prospettiva della ‘funzione serbatoio’, tipica per altro di tutti gli enti analoghi, e si è aperta a una operatività più allargata, a un approccio non più solo conservativo ma direttamente attivo nella realtà d’intorno (…)”. (VENOSTA, Dal profit al nonprofit, pp. 17-18).

Proprio in ragione della solidità patrimoniale raggiunta, l’ente può assumere impegni anche pluriennali di supporto alla ricerca oncologica. Al di là di un impegno si può dire “tradizionale” per il finanziamento di borse di studio, dottorati, attività di ricerca pluriennali, sostiene progetti sistematici di grande respiro, ma anche di grande significato.

Tre le iniziative di massima rilevanza:

  • La costituzione delle Unità di ricerca FIRC (prima iniziativa del genere in Italia), nuclei scientifici operanti su specifiche tematiche oncologiche avanzate, istituiti e finanziati direttamente dalla Fondazione presso le maggiori strutture di ricerca esistenti nel Paese;
  • L’istituzione del Premio biennale “Guido Venosta”, riservato a giovani ricercatori italiani che si siano particolarmente distinti nell’ambito della ricerca volta allo sviluppo di nuovi approcci terapeutici alle neoplasie, forte segnale per richiamare l’attenzione del pubblico sui risultati pragmatici della ricerca, tuttora assegnato per mano del Presidente della Repubblica in occasione della Giornata Nazionale per la Ricerca sul Cancro;
  • La donazione decennale all’Università degli Studi di Milano per l’istituzione di una cattedra di Oncologia medica, primo apporto privato all’università italiana per la realizzazione di un insegnamento integrato al massimo livello accademico.

Nel 1998, anno della morte di Guido Venosta, “la FIRC ha creato IFOM, il proprio Istituto di oncologia molecolare, e ha continuato a finanziarlo nel tempo, con lo scopo di trasferire le nuove conoscenze dal laboratorio al letto del paziente.”.

Nel 2021 si verifica la fusione per incorporazione della Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro-AIRC in Fondazione AIRC, altresì modificando la denominazione sociale nell’attuale “Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro”.

Fino alla sua incorporazione, la FIRC

“Ha destinato un importo complessivo di 264,6 milioni di euro (…) a IFOM;

Ha distribuito un importo complessivo di 34,9 milioni di euro (…) per progetti di ricerca e allestimenti di laboratori;

Ha distribuito un importo complessivo di 72 milioni di euro (…) per borse di formazione a giovani ricercatori”.

Fonti:
Albiate (MB), Villa San Valerio, Archivi di Villa San Valerio, Archivio di Guido Venosta, Memorie (1997-1998), inedite, pp. 39bis-40bis.

Bibliografia:
G. VENOSTA, Dal profit al nonprofit. Storia di un’esperienza, Milano, 1997.
Chi siamo: IFOM e AIRC (https://www.ifom.eu/it/istituto-oncologia/ifom-airc.php ).



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