Guido Venosta, la seconda vita: l’AIRC – “L’azalea della ricerca” e “Le arance della salute”
Tra le manifestazioni pubbliche più caratterizzanti dell’AIRC ci sono “L’Azalea della Ricerca” (prima edizione 1984) e “Le Arance della Salute” (prima edizione 1990). Così ne scrive Guido Venosta nelle sue “Memorie” inedite:
“L’esistenza dei Comitati regionali e il loro affiatamento con la sede centrale, cioè con me, permise l’istituzione, il procedere, lo svolgimento e il successo di due manifestazioni a carattere assolutamente regionale: la prima s’intitolò “L’Azalea della ricerca”, la seconda prese il nome di “Gli Aranci della salute”. Una manifestazione nazionale di eccezionale importanza come prima di allora non era mai avvenuta nel nostro Paese, anche a dimostrazione del convincimento dei soci, anche i più lontani, della bontà dei suoi [dell’Associazione] metodi, e della correttezza, anzi trasparenza, del suo agire di ogni giorno.
Nel nostro caso tentammo anche di favorire i floricoltori italiani, ma dovemmo presto scoprire che la produzione italiana di azalee è molto limitata. Si dovette necessariamente ricorrere ai due Paesi, Belgio e Olanda, che insieme sono in grado di fornire grandi numeri simultaneamente nello stesso periodo dell’anno. Nel caso invece delle arance, confesso che fui anche ispirato da ragioni di solidarietà nazionale. La Sicilia, il cui Comitato era presieduto da Arabella Salviati, aveva dato prova di grandissimo interesse e i siciliani avevano sposato la causa dell’Associazione con grande entusiasmo, tanto da far registrare un notevolissimo numero di adesioni nella raccolta fondi per la loro Regione.
La spiegazione dell’entusiasmo siciliano era anche psicologica, avevo giocato su di essa: la Sicilia si considerava tagliata fuori dal Continente. L’averla interessata a un problema così vitale come la ricerca sul cancro fu determinante per ciascun cittadino che man mano ne veniva a conoscenza, e anche per i ricercatori, alcuni estremamente validi, che non sentivano, tuttavia, alcun punto di riferimento vicino a loro e che non avevano goduto fino ad allora di alcun appoggio. (…) Chi segnalò per prima l’argomento “aranci” fu Maria Carla Borghese, la quale, avendo vissuto alcuni anni nel territorio di Lentini, e cioè in una zona in cui era molto estesa la produzione delle arance, suggerì che venisse fatta con le arance una manifestazione sulle linee della manifestazione “Le Azalee della ricerca”.
“L’Azalea della Ricerca” ha come data gli ultimi giorni di maggio, mentre la manifestazione “Aranci della salute” si svolge nell’ultima settimana di gennaio, spesso in giorni con un clima rigidissimo. L’una e l’altra hanno un grande valore promozionale, rappresentano una ragione di attenzione per il pubblico della città dove queste manifestazioni si svolgono, anche perché esse sono annunciate con striscioni e posters ben visibili e annunciate a mezzo stampa. Le “Azalee” e le “Arance” hanno superato il loro significato intrinseco; esse hanno conseguito il valore di un gesto di impegno di solidarietà comune e la conferma di una speranza sempre viva per l’avvenire, perciò sono divenute un simbolo della nostra Associazione in qualsiasi punto del Paese, anche il più lontano da Milano. (…).”.
Ancora oggi, ogni anno, azalee e arance compaiono in tutta Italia, anche sulle piazze dei paesi, annunciate da manifesti e inserzioni dalla grafica ormai nota, e riscuotono immancabilmente un grande successo, sempre confermando quella speranza che vedeva Guido Venosta, e sempre forte simbolo dell’AIRC in ogni angolo del Paese.
Fonti:
Albiate (MB), Villa San Valerio, Archivi di Villa San Valerio, Archivio di Guido Venosta, “Memorie” (1997-1998), inedite, pp. 42bis – 46bis.