Approfondimento

“Belle Storie” – 02.07.2025

Approfondimento pubblicato il 13/07/2025 - di Redazione

Ascolta la puntata di BELLE STORIE di mercoledì 2 luglio 2025

Intervista a Giuseppe Caprotti per Belle Storie, di Radio Marconi – https://www.radiomarconi.info/belle-storie.

Trascrizione

Belle storie, notizie che fanno bene. La bella storia di oggi è che a Milano prende forma un welfare personalizzato per accompagnare le persone verso l’autonomia e un futuro più stabile grazie a Spazi di Crescita, il nuovo progetto di spazio aperto servizi con il sostegno della Fondazione Guido Venosta. Ne parliamo con Giuseppe Caprotti, Presidente della Fondazione Guido Venosta, benvenuto.

 

La Fondazione Guido Venosta è intervenuta per potenziare gli hub di spazio aperto servizi che erano già punti di riferimento per qualche migliaio di persone.

Sì sì, gli hub sono sono stati costruiti, li ho visitati a Milano in zone, come dire, difficili dove avevano bisogno di servizi soprattutto le persone fragili, isolate.

Faccio un esempio, le mogli di immigrati appena arrivate che magari non conoscono la lingua, non sanno come destreggiarsi a Milano tra burocrazia e anche tempo a casa, dove non sanno con chi parlare e quindi hanno trovato rifugio in queste piccole oasi che costellano la città di Milano.

 

E a chi vi rivolgete, visto che lo spettro delle fragilità oggi è così ampio?

Noi avremo 761 beneficiari che Spazio Aperto Servizi già conosce, quindi persone che, come dire, sono uscite già da una situazione difficile e che possono appunto andare verso l’autonomia. La prima area è quella dei bambini, dei ragazzi, dei ragazzi anche stranieri che hanno sia bisogno di supporto educativo, psicologico, ma anche linguistico.

Spazio Aperto  Servizi userà per esempio un numero WhatsApp dedicato, dove i genitori e i ragazzi si potranno rivolgere a dei professionisti.

La seconda area è quella della disabilità, dove ci saranno supporto a dei care giver, dei ritrovi per ragazzi e giovani con disabilità per favorire la loro inclusione con momenti ludici, educativi, culturali, artistici come laboratori, gite e attività fisiche.

La terza area sono le persone che hanno bisogno, come dicevo, di alloggio, quindi parliamo di housing per persone fragili, con aiuto economico, esempio, immobili, oppure l’assistenza amministrativa, l’accompagnamento sociale, competenze pratiche per, faccio un esempio, mi è venuto in mente come si gestisce la spazzatura, a Milano non è banale.

La quarta area è quella di spazi di autonomia per persone che vogliono crescere, ci sono corsi di formazione, la possibilità di accedere alla patente o di portare anche i ragazzi a bambini di persone fragili a scuola, ecco ci sono tanti, tanti bisogni che vengono colmati.

 

Tutti i percorsi personalizzati che ricordiamo partono dall’ascolto e ci sono già degli esempi che dimostrano la bontà di questo progetto.

Sì, io mi permetto di evidenziarne tre, sono tutti extra comunitari che si stanno inserendo nella società italiana, per esempio Fatima è riuscita a inserire il figlio a scuola, ha ricevuto casa con l’housing sociale e un lavoro a tempo indeterminato.

Futura, stessa cosa, ha avuto l’housing sociale, corsi di italiano, iscrizione del figlio al nido e farà un corso per essere operatore sociosanitario. Mohammed  [nella foto sotto è a destra per chi legge] è quello che mi ha colpito di più perché a 15 anni dall’Egitto ha fatto 26 tentativi di attraversare il Mediterraneo, è arrivato in Calabria da adolescente solo ed è diventato prima muratore, poi panettiere. Muratore per ripagare il debito perché lui aveva pagato i soldi per riuscire a passare in Italia e ha dovuto ripagare questi soldi spaccandosi la schiena sui cantieri.

Adesso è panettiere nella grande distribuzione e ha housing sociale e farà un corso per guidare che è una cosa che ovviamente ti dà autonomia.

Beh sono storie che colpiscono.

Già quando ero in Esselunga il 10% della forza lavoro era straniera, extracomunitari integrati che per lo più lavoravano in magazzino nelle unità produttive che non si vedevano tanto ma erano linfa vitale per il settore profit. Per questo credo molto nell’integrazione, la Fondazione crede molto nell’integrazione degli stranieri.

 

Appunto c’è anche la sua esperienza che ce lo insegna, grazie davvero a Giuseppe Caprotti, Presidente della Fondazione Guido Venosta. 

Grazie Matteo, buona giornata.



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