Approfondimento

Incendi estremi 2025: clima e abbandono del territorio dietro il record europeo

Approfondimento pubblicato il 31/07/2026 - di Redazione

Redatto il 29 luglio, aggiornato il 31 luglio 2026

Gli incendi che nell’agosto 2025 hanno devastato il Nord-Ovest della Penisola Iberica non sono stati provocati da un solo fattore.

Alla base del record storico di superficie bruciata vi è stata la combinazione tra condizioni meteorologiche eccezionalmente favorevoli alla propagazione delle fiamme e una vegetazione divenuta particolarmente vulnerabile alla combustione, anche a causa dell’abbandono del territorio e di una gestione forestale insufficiente.

È quanto emerge da uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Global Change Biology, al quale hanno partecipato, per l’Italia, ricercatori e ricercatrici dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche, Cnr-Isac, e dell’Istituto di geoscienze e georisorse, Cnr-Igg…

In Italia la riforestazione è una realtà poichè negli ultimi anni una trasformazione silenziosa sta ridisegnando il paesaggio del nostro Paese:  l’Italia è diventata infatti a tutti gli effetti una nazione forestale, ricoperta per il 36% da foreste.

Secondo il rapporto Foreste in Comune, realizzato nel giugno 2026 da PEFC Italia insieme a UNCEM e Legambiente sulla base dei dati della Carta Forestale d’Italia e del Sistema Informativo Nazionale delle Foreste (SINFor), la superficie boschiva italiana ha ampiamente superato la soglia dei 100 mila chilometri quadrati (quasi 11 milioni di ettari), pari a circa un terzo dell’intero territorio nazionale.

Ma il suo motore principale  è stato l’abbandono da parte dell’uomo. Negli ultimi decenni, l’esodo verso le città e lo spopolamento delle aree montane e rurali hanno lasciato molti territori vuoti e abbandonati: terreni agricoli marginali, vecchi prati-pascolo e colture arboree che non rendevano più come i castagneti da frutto, un tempo essenziali per l’economia di montagna, sono stati lasciati a se stessi: la natura, in pochissimo tempo, si è “ripresa” quegli spazi, riconquistando pendii e vallate che l’uomo le aveva faticosamente sottratto nei secoli precedenti.

E molto spesso questi spazi non sono gestiti, il che significa, ad esempio puliròi dalla sterpaglia e abbattere e togliere le piante morte.

Sono semplicemente stati presi d’assalto da piante invasive e infestanti: sulla gestione “del verde” rimane tantissimo da fare, in un paese, ad oggi, vi è poco interessato.

Leggi anche : Gli incendi europei stanno cambiando e diventano sempre più incontrollabiliIl rischio incendi ha raggiunto il livello più alto mai registrato per questo periodo dell’anno.

A rendere i roghi più devastanti sono caldo, siccità e vento, sempre più favoriti dal cambiamento climatico

Sotto : robinie infestanti in Toscana



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