Approfondimento

Guido Venosta e la Pirelli: dal dopoguerra al ritiro (1945–1977)

di Eleonora Sàita e Giuseppe Caprotti

La guerra ha ovviamente avuto un tremendo impatto anche sul gruppo Pirelli, e dopo l’8 settembre 1943, quando i Tedeschi diventano invasori da alleati che erano, la dirigenza ha il suo bel daffare per cercare di limitare i danni, dagli accordi sulla produzione di articoli in gomma per il Reich ai tentativi di non far deportare in Germania i propri dipendenti. Con l’arrivo degli Alleati la situazione non si fa certo più semplice, ma fortunatamente in Pirelli lavora fra gli altri Cesare Merzagora, futuro politico, Ministro della Repubblica e, per alcuni mesi nel 1964, Presidente della Repubblica supplente.

Merzagora arriva alla Pirelli nel 1938, quando le leggi razziali costringono il direttore centrale amministrativo della Società italiana Pirelli, ebreo, a lasciare il posto. “Su proposta del più autorevole manager del gruppo, G[iuseppe] Venosta [padre di Guido, N.d.R.], il M[erzagora], presentato in ottobre ai titolari della società, i fratelli Piero e Alberto Pirelli”, lo sostituisce. Dopo l’8 settembre, Merzagora aderisce al movimento clandestino antifascista come esponente del Partito liberale italiano (PLI); dopo la Liberazione, pur continuando a occupare il suo posto alla Pirelli, entra nella dirigenza del Comitato di liberazione nazionale per l’Alta Italia (CLNAI) nel cui ambito, dal 12 ottobre 1944, viene posto a capo della Commissione centrale economica (CCE). In questo contesto viene nominato Commissario della Pirelli, a seguito dell’epurazione di Alberto e Piero Pirelli dai loro alti ruoli di comando, in quanto sotto indagine per accertare la loro posizione durante gli anni del conflitto.

Il figlio di Giuseppe Venosta, Guido, gli è accanto. Nel novembre 1945, pochi mesi dopo la Liberazione, è nominato a capo della Segreteria centrale, con mandato di procura commerciale. Anche lui fa parte del CLNAI, di cui è Segretario, e membro della CCE in qualità di “esperto”; con Merzagora si adopera per la transizione in un momento di gravissima difficoltà economica e sociale.

Quando finalmente le cose tornano al loro posto, con i fratelli Pirelli di nuovo alla guida della loro azienda, Venosta è ormai un alto dirigente molto apprezzato. La sua padronanza dell’inglese e dei costumi anglosassoni, cosa alquanto rara all’epoca, lo porterà a seguire una carriera molto improntata ai rapporti con l’estero.

Nel luglio 1948 lascia la Segreteria centrale per passare alla direzione di una Società consociata, essendo nel medesimo tempo diretto collaboratore del dott. G.B. Menghi per quanto riguarda il “Pool Lattice”, che cura gli interessi del Gruppo Pirelli nei confronti dell’International Latex Processes Ltd., dato che il Gruppo si è parecchio impegnato nella lavorazione del lattice e dei suoi derivati, in particolare la gommapiuma. La Società Consociata è la Pirelli Revere (poi Pirelli Lastex), controllata al 50% da Pirelli e US Rubber, società strategica nell’ambito delle nuove tecnologie.

Nel 1956, con mandato settennale, Venosta viene nominato General Manager della Pirelli Ltd, ramo inglese dell’attività con sede a Londra, e società di riferimento nel presidio del mercato europeo. In seguito viene nominato Amministratore delegato della stessa.

Nel 1962, mentre sta terminando il mandato in Inghilterra, è designato ad assumere la direzione della complessa area Consociate Varie. Poiché la data del suo rientro in patria non sarà immediata (si tratterrà a Londra fino al 1963), Venosta viene temporaneamente sostituito da altri nell’incarico.

Nel 1966 l’Amministratore delegato della Pirelli, Franco Brambilla, lo coinvolge nell’organizzazione della neonata AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), cui dedicherà la miglior parte del suo pensiero e della sua opera per il resto della vita.

Nel 1967 gli viene affidata la Direzione generale della Divisione Pneumatici, asse portante dell’attività Pirelli (insieme alla Divisione Cavi e Conduttori), nonché sua storica bandiera di mercato. È il ramo aziendale in cui suo padre Giuseppe aveva lavorato tutta la vita, contribuendo a crearlo e a portarlo agli altissimi livelli per cui andava giustamente famoso.

Nel 1970, Venosta viene messo a disposizione della Presidenza per “incarichi speciali” (ossia reso disponibile per svolgere compiti particolari, aggiuntivi o specifici che vanno oltre le sue mansioni ordinarie, ma che sono comunque legati alla sua professionalità).

Dal 1973 al 1976 presta attività di consulenza, per ritirarsi definitivamente in pensione nel 1977.

Fonti:

Albiate (MB), Villa San Valerio, Archivio Guido Venosta, fondo “Privato”; fondo “AIRC”; “fondo “FIRC”; fondo “Immagini”.

Fondazione Pirelli, Archivio storico Pirelli, fondo “Personale”, fascicolo “Guido Venosta”.

 

Bibliografia:

G. CAPROTTI, “Le ossa dei Caprotti. Una storia italiana”, 2024/3.

ID., Personaggi: Guido Venosta.

ID., Guido Venosta, imprenditore e manager del Terzo Settore.

ID., Guido Venosta Manager ed imprenditore del Terzo Settore, “creatore dell’AIRC”.

N. DE IANNI, Merzagora, Cesare, voce in “Treccani. Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 73 (2009)”.

Guido Venosta”, voce in “Wikipedia 25 anni di enciclopedia libera

Fondazione Guido Venosta”, voce in “Wikipedia 25 anni di enciclopedia libera



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