Approfondimento

Scelte quotidiane e obiettivi europei: la strada contro lo spreco alimentare

Approfondimento pubblicato il 23/09/2025 - di Roberta Liberale

Aggiornato il 28 settembre 2025

Ridurre lo spreco alimentare non è soltanto una questione di grandi strategie politiche: gran parte della differenza la fanno le abitudini quotidiane di ciascuno di noi.

Le soluzioni per ridurre lo spreco sono semplici e concrete, e iniziano dalla vita quotidiana. Pianificare la spesa a partire da ciò che si ha già in frigo o dispensa, mantenere il frigorifero a circa 4 °C, congelare e porzionare correttamente, scegliere prodotti “brutti ma buoni” e stagionali: sono tutte azioni che aiutano non solo a diminuire gli sprechi, ma anche a risparmiare. Allo stesso modo, dare nuova vita agli avanzi con un po’ di creatività e separare correttamente l’organico permette di ridurre l’impatto ambientale e restituire valore al ciclo naturale.

Le buone pratiche domestiche da sole non bastano: serve una cornice politica chiara. Per questo l’Unione Europea ha fissato obiettivi vincolanti da raggiungere entro il 2030. Ogni Paese dovrà ridurre lo spreco del 10% nelle fasi di trasformazione e manifattura e del 30% pro capite lungo l’ultimo tratto della filiera, supermercati, ristorazione e famiglie. Non sono percentuali astratte: si misureranno rispetto alla media 2021–2023, con una metodologia comune che consente confronti trasparenti tra Stati. In pratica, non basteranno campagne generiche: serviranno piani, indicatori e verifiche.

Gli effetti saranno concreti. I supermercati saranno chiamati a incentivare l’acquisto dei prodotti prossimi alla scadenza con sconti e box dedicati, a facilitare le donazioni dell’invenduto e a collaborare con le reti locali di redistribuzione. I ristoratori dovranno ripensare i menu e le porzioni, offrire doggy bag standardizzate e misurare regolarmente gli scarti. I Comuni, infine, avranno il compito di migliorare la raccolta differenziata dell’organico: ogni chilogrammo di cibo che evita la discarica si traduce in meno metano rilasciato in atmosfera e in più compost per i suoli agricoli.

Lo spreco alimentare non è solo un problema di rifiuti: riguarda lo stile di vita delle famiglie, la competitività delle imprese e il futuro dei territori. Saperlo ridurre vuol dire spendere meno, usare meglio le risorse e dare un contributo concreto alla lotta contro i cambiamenti climatici.



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