Approfondimento

Ridurre lo spreco è un impegno di tutti

Approfondimento pubblicato il 23/09/2025 - di Roberta Liberale

Aggiornato il 28 settembre 2025

L’ultimo Food Waste Index 2024 di UNEP, fotografa (ultimo anno disponibile 20221,05 miliardi di tonnellate di cibo sprecate nel mondo, il 60% dello spreco avviene in casa, il 28% nella ristorazione e il 12% nel retail.

In EuropaEurostat stima 59,2 milioni di tonnellate nel 2022 con le famiglie responsabili del 54%. Nel 2025 l’UE ha raggiunto un accordo politico su target vincolanti al 2030: –10% in trasformazione/industriae –30% pro capite congiuntamente in retail, ristorazione, food service e famiglie. Sono i primi obiettivi europei misurabili sul tema.

Spreco alimentare: l’Italia sopra la media europea

In Italia, secondo l’Osservatorio internazionale Waste Watcher, lo spreco alimentare medio per cittadino si attesta a 555,8 grammi settimanali, ossia più di 28,9 kg all’anno. Si registra un calo del 18,7% rispetto al 2024, ma continua a superare la media europea e resta distante dal target dei 369,7 grammi settimanali previsto per il 2030.

Gli alimenti più sprecati sono frutta fresca, pane, verdure e insalata. Il costo lungo la filiera è stimato in ~14 miliardi di euro l’anno.

Buttare cibo significa buttare acqua, suolo, energia e denaro

Oltre all’impatto sociale, c’è quello climatico: quando finisce in discarica, il cibo genera metano. L’EPA stima che negli USA il 58% del metano “fuggitivo” dai rifiuti urbani provenga proprio dallo scarto alimentare (circa 55 milioni di tonnellate di COe l’anno, dato 2020). L’ordine di grandezza aiuta a capire perché ridurre lo spreco è una leva climatica da non sottovalutare.

Acqua. Il cibo prodotto ma non consumato “incorpora” circa 250 km³ di acqua blu (superficiale e sotterranea) l’anno: l’equivalente di tre volte il Lago di Ginevra. Fonte FAO

Suolo e biodiversità. Per il cibo sprecato si usano quasi 1,4 miliardi di ettari di terra, quasi un terzo delle terre agricole mondiali, con pressione evitabile su ecosistemi, deforestazione e perdita di specie. Fonte: Waste Watcher

Natura e inquinamento (visione UE/ONU). Oltre al clima, lo spreco alimentare alimenta perdita di natura e inquinamento lungo la filiera (input agricoli, energia, trasporti), con un costo economico globale stimato in ~1.000 miliardi di dollari/anno. Fonte: UNEP – UN Environment Programme

Ridurre lo spreco non è dunque solo un gesto etico: è una delle azioni più concrete per difendere ambiente, risorse e futuro.



Condividi questo articolo sui Social Network:   
Facebooktwitterlinkedin

Chiudi