Al non profit serve il ricambio e soprattutto molta più allegria (e managerialità)
Sopra Bill Niada tra Andrea Franzi e Cristina Carpinelli
Tra il 2015 e il 2021 c’è stato un calo di un milione di volontari in Italia, lo afferma Francesco Maggio sul Corriere della Sera del 16 giugno.
Cercando di analizzare il fenomeno condivido l’analisi dell’autore : ” da troppi anni, purtroppo il Terzo settore è diventato triste.
Molti suoi vertici veicolano prevalentemente messaggi burocratici , discutono solo di rivendicazioni fiscali, normative, finanziarie, polemizzano spesso per questioni di mero potere. Il tutto co l’aggravio di sentirsi sempre nel giusto , alimentando una bolla di autoreferenzialità e di chiusura…”
“… Le organizzazioni hanno una naturale tendenza ad auto- conservarsi e replicarsi . Ma solo mettendosi in discussione, accettando di farsi contaminare da modi di pensare diversi possono tornare ad essere attrattive” (Alessandro Rosina su BN il 30 maggio).
Auto- conservazione, autoreferenzialità creano disaffezione “perchè i volontari si nutrono innanzitutto di slanci ideali“, come hanno meravigliosamente dimostrato quelli giunti da tutta Italia in Emilia- Romagna senza alcuna intermediazione associativa..”
E, aggiungo io: non c’è bisogno di dare un’immagine “di sè” triste come fanno in molti; con immagini, siti, locandine, manifesti etc. deprimenti.
Anzi, proprio perchè i temi affrontati sono, a volte molto pesanti, bisognerebbe alleggerirli dando messaggi positivi e simpatici.
A volte basterebbe una foto del team … che sorride, per cambiare il messaggio che si da.
Cito, ad esempio, la Magica Cleme che si occupa da anni di bambini malati di leucemia: le loro giornate di svago sono sempre state un successo perchè i piccoli , con quei momenti, hanno dimenticato i momenti peggiori, anche grazie all’allegria di chi li ha aiutati. E al materiale utilizzato.
Le immagini di questo articolo sono tratte da giornate che si sono svolte nel passato ad Albiate.
La mia “visione” sociale nasce in Esselunga, negli anni ’90.
Il primo bilancio sociale è del 2003.
Su managerialità ed imprenditorialità nel terzo settore potete leggere questo articolo su Guido Venosta.










