Lo sviluppo del progetto #spazioaperto al servizio della Comunità. E come sta proseguendo il suo cammino autonomamente
Sopra: inaugurazione di un hub nel 2022
Le profonde trasformazioni economiche e sociali degli ultimi anni, acuite fortemente dalla pandemia Covid-19, hanno avuto un forte impatto sulla vita delle persone, incrementando il rischio di scivolamento verso una condizione di vulnerabilità anche per quei ceti sociali che non avevano mai vissuto situazioni di povertà, soprattutto in contesti metropolitani come la città di Milano.
Spazio Aperto Servizi attraverso le sue filiere e le reti territoriali ha fin da subito intercettato questi “nuovi” bisogni, iniziando a progettare una risposta concreta.
Nasce da qui l’idea di dare vita a spazi ben identificati nella città di Milano, attraverso cui le persone che faticavano a riconoscersi come portatori di bisogno o ancor più ad esprimere le proprie esigenze, potessero trovare occasioni di confronto e di supporto per sé e per il proprio nucleo familiare e ricostruire/riattivare relazioni sociali utili a prevenire/tamponare la situazione di vulnerabilità.
L’obiettivo del progetto era realizzare degli hub territoriali in grado di fornire una prima risposta qualificata ai bisogni della popolazione, partendo da spazi fisici già a disposizione della cooperativa. Gli hub territoriali sono stati configurati quindi come snodi di prossimità per intercettare i bisogni dei cittadini e offrire risposte efficaci, vicine e su misura.
Dopo un’interlocuzione approfondita e una strategia condivisa con la Fondazione Guido Venosta, nell’ottobre 2022 è stato avviato il progetto sperimentale #spazioaperto al servizio della Comunità che ha visto l’attivazione di 4 hub territoriali e multifunzionali: Via Mancinelli, 3 (Municipio 3); Via Appennini, 98 (Municipio 8); Via Antonio di Rudinì, 18 (Municipio 6); Via Antegnati, 11 (Municipio 5).
Nel primo anno di attività sono state raggiunte 1.986 persone che hanno avuto accesso diretto oppure tramite il numero unico attivato, per un totale di 9.161 prestazioni erogate.
I destinatari sono stati cittadini e cittadine che, per vari motivi, si sono trovati in una situazione di difficoltà economico-sociale da cui era difficile emergere. Le persone che si sono rivolte agli hub sono state prevalentemente donne nella fascia d’età 30-60 anni per lo più con figli minori, disoccupati e inoccupati, famiglie con figli minori o con persone con disabilità, giovani nella fascia d’età 30-45 anni, anziani soli tra i 75 e gli 80 anni, migranti.
L’andamento delle richieste è stato costante, con picchi correlati alle tempistiche delle diverse misure. La varietà dei servizi offerti ha permesso di rispondere alle diverse esigenze delle persone, supportandole concretamente nella quotidianità: dalle misure di sostegno al reddito al bisogno abitativo e di ricerca del lavoro, fino alle misure per la disabilità, gli aiuti familiari e gli interventi domiciliari.
Il primo anno di attività del progetto, reso possibile grazie alla Fondazione Guido Venosta, ha dimostrato l’efficacia e l’importanza degli hub territoriali come punti di riferimento per la comunità, mettendo in evidenza che i bisogni delle persone richiedono una gestione multidimensionale con competenze tecniche specifiche, ma soprattutto con una presa in carico globale della persona stessa che ha bisogno di essere guidata e orientata all’interno del complesso e articolato sistema di aiuti pubblici e privati, formali e informali.
Grazie ai risultati raggiunti e al significativo impatto positivo sui beneficiari, Spazio Aperto Servizi si è impegnata a portare avanti una strategia di sostenibilità con l’obiettivo di garantire stabilità alla sperimentazione avviata.
La strategia identificata è stata orientata a ricercare non un unico ente finanziatore che sostenesse integralmente il progetto come fatto in fase di start up, bensì di ricomporre finanziamenti diversi e di importo diversificato che, integrati fra loro, potessero dare la garanzia di coprire l’insieme.
Per rispondere a questo obiettivo è stata costituita una task force – composta dal team Direzione Ricerca e Sviluppo, responsabile gare e progetti, responsabile fundraising e comunicazione e responsabili d’area – che ha avuto il compito di suddividere modularmente le attività degli spazi al fine di individuare linee di finanziamento specifiche coerenti con i target e gli obiettivi (es. bandi rivolti al sostegno delle famiglie, bandi a supporto del target anziani e/o persone vulnerabili…).
Sulla base di questa analisi, sono stati selezionati bandi pubblici e call per i quali sono state presentate proposte progettuali specifiche. Il 100% dei progetti presentati all’interno della selezione fatta è stato approvato.
Le fonti di finanziamento principali sono rappresentate da: fondi europei e ministeriali erogati tramite bandi regionali con particolare focus sulle famiglie e sul sostegno alle persone fragili; fondi comunali (con focus sulla dimensione di comunità e il sostegno agli anziani) ed erogazioni da enti privati (con particolare focus sui minori e la genitorialità).
L’attività di raccolta fondi e l’ampliamento delle reti di collaborazione hanno permesso, inoltre, l’apertura di due ulteriori spazi a Milano (in via Vallazze e in via Morgantini) e l’ampliamento delle attività dedicate alle famiglie con una particolare attenzione anche al tema della conciliazione familiare e all’alfabetizzazione digitale di persone anziane e categorie fragili.
Riteniamo che la strategia adottata possa garantire sostenibilità e crescita nel medio e lungo periodo facendo perno sulla capacità di ricomporre e integrare le risorse disponibili a sostegno delle fasce più vulnerabili fornendo risposte su misura e in grado di trasformarsi nel tempo in base ai nuovi bisogni intercettati coerentemente con gli indirizzi e le linee di programmazione del welfare regionale e locale.