Approfondimento

West Nile: dall’inizio del 2025 le vittime in Italia sono 12

Approfondimento pubblicato il 30/07/2025 - di Redazione

Aggiornato il  7 agosto 2025

145 casi in Italia e 12 vittime dall’inizio dell’anno.

Alcuni casi di persone decedute hanno punti in comune: si tratta infatti di persone immunodepresse e dal quadro sanitario già in parte compromesso e importanti patologie pregresse.

Nella maggioranza dei casi — l’80% — l’infezione umana passa inosservata, dunque i casi sono più di quelli che vengono effettivamente registrati. Quando la malattia si manifesta, provoca sintomi come febbre, malessere e un mal di testa particolarmente intenso, disturbi che spesso si risolvono da soli. Ma in un caso su 100-150 può verificarsi una grave encefalite, che può risultare addirittura letale. Come sempre gli anziani e le persone fragili sono più vulnerabili, ma il rischio riguarda tutti, anche chi è in perfetta salute.

L’infezione è provocata da  comuni zanzare. Contro il virus del Nilo Occidentale non abbiamo terapie specifiche e purtroppo neanche un vaccino in grado di bloccare la trasmissione o rendere meno grave la malattia.

Le zanzare sono l’animale che uccide più uomini al mondo, centinaia di migliaia ogni anno, soprattutto bambini. Bisogna contrastarle regolarmente e tempestivamente usando larvicidi e insetticidi sicuri per l’uomo ma letali per le zanzare. Anche i cittadini devono fare la loro parte, perché molte provengono da contesti privati , con acqua stagnante. Basta un sottovaso pieno d’acqua, una grondaia otturata, un secchio dimenticato in giardino per crearne letteralmente un allevamento.

Nel momento dell’emergenza si possono usare repellenti (quelli efficaci contengono Deet o icaridina, gli altri non servono), ma la battaglia si vince facendo sparire (o riducendo drasticamente) le zanzare nei luoghi dove ci sono gli uomini. Ricordate che le zanzare non trasmettono solo il West Nile virus. Trasmettono anche altri agenti infettivi pericolosi, tra i quali la dengue e il Chikungunya..

«A portare la malattia in origine sono gli uccelli migratori sia quelli che provengono dall’Europa nordorientale sia quelli africani…

Con il cambiamento del clima e gli spostamenti delle persone possiamo aspettarci sempre più infezioni di questo tipo» avverte Piero Calistri, epidemiologo dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Abruzzo e Molise…



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