Approfondimento

Più alberi, meno morti: lo studio che dimostra il potere delle chiome urbane contro l’inquinamento

Approfondimento pubblicato il 24/12/2025 - di Redazione

Estratto dalla Newsletter di ISDE, Medici per l’Ambiente:

Più alberi, meno morti: lo studio che dimostra il potere delle chiome urbane contro l’inquinamento

Dicembre 17, 2025

TALLURI MARCO

Un nuovo studio pubblicato su The Lancet Planetary Health (giugno 2025) porta prove decisive sul ruolo degli alberi in città: aumentare la copertura arborea urbana non è solo un intervento estetico o climatico, ma una vera misura di salute pubblica.

L’analisi su 744 città europee

Il team guidato da Pierre Sicard (ACRI-ST, Francia) ha analizzato 20 anni di dati (2000–2019) su 744 centri urbani europei con più di 50.000 abitanti, valutando la relazione tra copertura arborea, concentrazioni di inquinanti (PM2.5, NO₂ e ozono troposferico) e mortalità prematura attribuibile all’inquinamento atmosferico.

La copertura arborea media nelle città europee è oggi del 18,5%, con forti differenze regionali: dal 2,5% di Malta al 36% della Finlandia. Nel periodo osservato si è registrato un lieve incremento (+0,76 punti percentuali), ma ancora lontano dall’obiettivo del 30% di chiome urbane promosso dalla regola del 3-30-300.

I risultati principali

Lo studio fornisce dati impressionanti:

  • Ogni +5 punti percentuali di chiome urbane riduce le concentrazioni di PM2.5 del 2,8%, NO₂ dell’1,4% e ozono dell’1,2%.
  • Questo significa, in termini sanitari, circa 4.700 morti premature evitate ogni anno in Europa.
  • Portando ogni città ad almeno il 30% di copertura arborea, le vite salvate salirebbero a quasi 12.000 ogni anno.
  • Nel 2019 gli alberi urbani hanno già “salvato” circa 24.800 persone dal morire prematuramente a causa dell’inquinamento atmosferico.

Le riduzioni più significative di mortalità si osservano nell’Europa orientale e sudorientale, dove i livelli di inquinamento restano più alti, mentre il beneficio relativo è minore nei Paesi del Nord Europa, già più verdi e meno inquinati.

Alberi come infrastruttura di salute

Gli autori evidenziano come la presenza di chiome urbane non sia un semplice “abbellimento”, ma una infrastruttura sanitaria e climatica: riduce l’esposizione agli inquinanti, attenua l’effetto “isola di calore”, migliora la salute mentale e contribuisce alla biodiversità urbana.

La sfida è duplice:

  • nei centri storici densamente costruiti, raggiungere il 30% richiederà soluzioni creative (orti verticali, verde privato, tetti e cortili alberati);
  • in città mediterranee e del sud Europa il cambiamento climatico e la scarsità idrica rischiano di rendere più fragile il patrimonio arboreo, richiedendo specie resilienti e strategie di gestione a lungo termine.

Una lezione per le politiche urbane

Lo studio invita i decisori politici a vedere gli alberi come alleati strategici, al pari delle infrastrutture di trasporto o energetiche. L’invito è anche a coinvolgere i cittadini, spingendo alla piantumazione non solo in spazi pubblici ma anche privati, in un’ottica di co-responsabilità.

Come sottolinea la ricerca: «Verde urbano e controllo delle emissioni devono andare di pari passo. Gli alberi non possono sostituire le politiche contro l’inquinamento, ma possono amplificarne i benefici, generando città più vivibili, sane e resilienti al clima»

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