Rimuovere la superficie destinata al traffico del 15 per cento in favore di nuove aree verdi. L’appello a 100 comuni del Mediterraneo contro gli effetti del riscaldamento globale.
Che l’estate appena trascorsa sia stata, forse, la più calda mai registrata non dovrebbe sorprenderci. Da decenni, infatti, la temperatura media del nostro pianeta cresce con implacabile regolarità e dobbiamo attenderci nuovi record negli anni a venire. Di fronte ad una prospettiva del genere, ridurre le emissioni di gas capaci di alterare il clima sarebbe ciò che qualsiasi specie intelligente farebbe subito. Il fatto che non lo facciamo non depone a nostro favore.
E così il riscaldamento globale, in mancanza di freni e con velocità crescente, trasforma il clima e l’ambiente con una forza che non abbiamo mai sperimentato prima nell’intera storia della civiltà umana. E produce morte. L’estate del 2024, che è stata molto meno calda di quella del 2026, ha causato in Europa, secondo uno studio pubblicato su Nature Medicine, la morte di 62.700 persone, di cui 19mila in Italia. Alla luce di questi numeri diventa vitale proteggere i luoghi in cui viviamo dall’aumento incontrollato delle temperature. E poiché ormai oltre il 70% della popolazione italiana vive in ambiente urbano, si tratta di capire come preparare, al più presto, le nostre città ad affrontare questi cambiamenti. Credo che l’unica maniera seria per prepararsi a ciò che sta accadendo, sia di rendere le nostre città più verdi e più permeabili possibile…
Stefano Mancuso, Repubblica 22 settembre 2026
Flash pubblicato il 22/09/2026
