Redatto il 31 ottobre, aggiornato il 9 novembre 2024
Corriere della Sera
L’imposta: Il caso della sugar tax rinviata già otto volte
di Claudia Voltattorni
Nel testo del disegno di legge Bilancio appena approvato dal governo non viene menzionata. Ma il problema è proprio questo. Perché dal primo luglio 2025 la sugar tax entrerà in vigore, come stabilito lo scorso maggio. E la nuova manovra non prevede alcun rinvio. È dal 2019 che la tassa sulle bibite zuccherate e non, che prevede un’imposta di 10 centesimi al litro nel caso di prodotti finiti e 0,25 euro per chilo per i prodotti da diluire, viene inserita nei provvedimenti di legge e però poi rinviata. Il primo a vararla per ridurre il consumo di bevande zuccherate è stato il governo Conte 2 nella manovra del 2020, ma poi durante l’iter legislativo (e numerose proteste del settore) fu rinviata. Di anno in anno e di governo in governo è già successo 8 volte, l’ultima lo scorso maggio che ha fissato nel primo luglio 2025 l’entrata in vigore. E stavolta sembrerebbe quella definitiva. Anche se già ieri il vicepremier Antonio Tajani rilanciava l’ipotesi di un nuovo rinvio: «La manovra può essere migliorata, faremo di tutto per ridurre le tasse il più possibile e chiederemo conto del rinvio della sugar tax». Ci spera Assobibe, l’associazione di Confindustria che raggruppa le imprese di bevande analcoliche, che stima un aumento del 28% per litro, il 16% di vendite in meno e 5 mila posti di lavoro a rischio. La chiama «tassa distonica» il presidente Giangiacomo Pierini: «Abbiamo già tagliato del 41% gli zuccheri nelle bibite e la tassa è anche per le bibite non zuccherate e senza alcuna progressione». Assobibe chiede «almeno il rinvio», anche perché dal 1° gennaio entrano in vigore le norme Ue sulla plastica monouso, «per il settore si tradurrà in un nuovo aumento dei costi».

Bisogna tener conto di due fattori :
1) i gruppi che vendono bevande zuccherate hanno risorse infinite : le vendite di Coca-Cola aumentano nonostante l’aumento dei prezzi. Il gruppo Drinks ha aumentato il costo delle sue bevande fino al 24% in alcuni paesi. FEBBRAIO 13 2024 Coca-Cola ha sfidato le vendite lente nel resto del settore dei beni di consumo, riportando ricavi migliori del previsto nel quarto trimestre e una crescita dei volumi per l’intero anno, pur continuando ad aumentare i prezzi di un quarto. Il gigante delle bevande ha dichiarato che i suoi ricavi netti nell’anno fino a dicembre sono aumentati del 6% a 45,8 miliardi di dollari, trainati da aumenti medi dei prezzi del 10%. Nonostante i forti aumenti dei prezzi, il volume delle bevande vendute è aumentato del 2%, riflettendo la solida domanda dei consumatori di bevande come Coca-Cola e Sprite. “Siamo una delle poche aziende di beni di consumo che dimostrano costantemente la nostra capacità di aumentare i volumi e i ricavi”, ha detto al Financial Times il capo delle finanze John Murphy.
2) l’articolo del Corriere rivela un segreto di Pulcinella: i produttori di prodotti ultra trasformati (UPF) possono tranquillamente cambiare le ricette dei loro prodotti, se spinti dai governi, a loro volta pungolati dai consumatori.
In sostanza i produttori di bibite possono tranquillamente assorbire i costi supplementari di ricette con meno zucchero, se li spingiamo ad elaborarle. Ogni evoluzione a favore della salute dei consumatori , contro il cancro, il diabete e l’obesità, è semplicemente bloccata dal loro lobbying.
P.S.: una lattina di soft dink di 12 once (33 cl.) equivale a 7,9 cucchiai di zucchero!
I conflitti di interesse delle società scientifiche
La SIMG Onlus (Società Italiana di Medicina Generale) è stata finanziata nel 2011 e 2012 da Coca-Cola rispettivamente con 357mila e 340mila euro per il progetto Calorie Balance. Nessuno si è domandato: “perché Coca-Cola viene a donare a noi cifre così elevate e cosa può comportare tutto questo?” Quando si è trattato di firmare per la Sugar Tax anche la SIMG si è defilata, ovviamente. Coca-Cola ha rivelato pubblicamente le donazioni fatte nell’arco di 5 anni circa e non sappiamo quanti soldi la SIMG, e altre società scientifiche, possono aver ricevuto prima del 2010 e dopo il 2015.
