Approfondimento

PFAS, vicino a Lione uno dei più grandi processi civili d’Europa contro l’industria chimica

Approfondimento pubblicato il 24/05/2026 - di Redazione

Le testimonianze parlano di una contaminazione che entra nella vita quotidiana: uova di galline domestiche risultate con livelli di PFAS tre volte superiori ai limiti, ortaggi non più consumabili, spese per sistemi di filtrazione dell’acqua e, soprattutto, un forte impatto psicologico legato all’incertezza sanitaria.

Alcune delle patologie citate dai residenti, come il tumore al seno, rientrano tra quelle che la letteratura scientifica associa a una possibile esposizione prolungata ai PFAS.

I 192 cittadini  che hanno sporto la denuncia chiedono oltre 36 milioni di euro di risarcimento per danni sanitari, ambientali ed economici: dall’ansia e dallo stress ai costi sostenuti per proteggersi dalla contaminazione. Ma l’obiettivo non è solo economico. «Bisogna colpire gli industriali sul piano finanziario per costringerli a ridurre l’inquinamento», spiegano alcune delle persone coinvolte.

Un precedente esiste già: negli Stati Uniti Arkema ha accettato di versare 100 milioni di euro allo Stato del New Jersey per interventi di bonifica legati ai PFAS. Un caso che rafforza le aspettative dei residenti francesi…

Per i residenti, l’azione collettiva è soprattutto un atto di rottura del silenzio: «È il modo per non tacere più la nostra paura e la nostra rabbia di fronte a un inquinamento invisibile», afferma Claudie Grizard.

Un messaggio che va ben oltre il Rodano e chiama in causa l’intero modello europeo di produzione chimica, responsabilità industriale e tutela della salute.



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