Approfondimento

Mangiano quantità enormi davanti alla telecamera e guadagnano migliaia di dollari: il fenomeno mukbang

Approfondimento pubblicato il 01/09/2026 - di Redazione

Nati in Corea del Sud, i mukbang raccolgono milioni di visualizzazioni mostrando persone che mangiano davanti alla telecamera. Un fenomeno diventato un business, tra convivialità virtuale, spreco alimentare e possibili effetti problematici

Milioni di visualizzazioni sui canali social più seguiti per guardare persone che mangiano e che guadagnano, anche parecchio. Si sente il rumore della mascella che trangugia di tutto: hamburger, patatine fritte, noodles, pollo fritto, pizza, salse di ogni tipo. Molti di questi streamer spesso hanno corpi esili, e viene spontaneo chiedersi come facciano a mangiare quantità del genere. Cos’è questo trend che non accenna a perdere terreno, ma che si porta dietro complicazioni non da poco, tra disturbi alimentari, spreco di cibo e solitudine.

Cosa sono i mukbang e dove sono nati

I mukbang nascono intorno al 2010 in Corea del Sud, quando alcuni ragazzi cominciano a pubblicare sui canali social del Paese video in cui assaggiano cibi sempre diversi: piatti fatti in casa, ma anche porzioni comprate nelle grandi catene di fast-food. Sono video che mescolano sensazioni opposte, giocando sul filo del rasoio tra disgusto e piacere, tra nausea e desiderio. Spesso sono girati in stile ASMR: si sussurra al microfono, si tocca il packaging per farne sentire la consistenza e il materiale, e poi comincia la grande abbuffata.

Perché milioni di persone guardano gli altri mangiare

È un format nato come risposta a un bisogno preciso. Gli studi sul tema indicano diverse motivazioni, ma su tutte spicca la solitudine della vita urbana di molti. Se il cibo è anche condivisione, guardare questi video diventa una forma di convivialità virtuale, un modo per sentirsi meno soli davanti allo schermo. Ma quel lato conviviale, che a prima vista sembra positivo, nasconde anche risvolti più oscuri, di cui forse si parla ancora troppo poco.

Il primo aspetto studiato riguarda proprio l’eccessiva fruibilità di questi video: un momento di condivisione reale non si può sostituire con una sua versione virtuale, e chi guarda con costanza questi contenuti sembra più esposto a sintomi depressivi. C’è poi la questione degli editing: molti streamer sono stati accusati di modificare i propri video, tagliando il momento in cui il cibo viene sputato invece che ingoiato, con uno spreco enorme di alimenti. Paradossalmente, inoltre, molte di queste figure non mostrano segni di obesità, un dettaglio che crea uno squilibrio ulteriore in chi guarda, alimentando in alcuni casi veri e propri disturbi alimentari.

 

Il lato controverso dei mukbang

Proprio da queste criticità, diversi paesi hanno cominciato a muoversi. In Cina, dal 2021, promuovere video con eccessive abbuffate è diventato sanzionabile, in linea con una nuova legge contro lo spreco alimentare. Nelle Filippine, invece, nel 2024 si è iniziato a discutere di una legge che vieti il trend, dopo la morte di uno streamer del settore, deceduto in seguito a un ictus.

Eppure c’è chi, con le live, riesce a portare a casa cifre tutt’altro che trascurabili. Un articolo del Time del 2014 raccontava già la storia della streamer sudcoreana conosciuta come “Diva”, capace all’epoca di guadagnare novemila dollari al mese. La creatrice di contenuti Bloveslife, come riportato dal New York Times, è arrivata a incassare oltre un milione di dollari solo di pubblicità sui suoi video.

Un fenomeno che va avanti ormai da anni, al punto che forse è sbagliato continuare a chiamarlo trend: è diventato una parte importante, quasi culturale, del modo in cui si vive online. Un fenomeno in cui l’ossessione per il cibo, le diete, i disturbi alimentari e lo spreco raccontano una storia che, agli occhi di alcuni, può anche aiutare a sentirsi meno soli. Ma che, guardata con attenzione, riflette bene una cultura sociale con più di un problema, da diversi punti di vista.

Promozione di abitudini alimentari scorrette

Nel luglio 2018, il governo sudcoreano ha annunciato che avrebbe creato e regolamentato le linee guida per il mukbang lanciando le “Misure globali per la gestione dell’obesità a livello nazionale”. Il Ministero della Salute e del Welfare ha annunciato le misure, che avevano lo scopo di affrontare il problema dell’alimentazione compulsiva e i danni alla salute pubblica causati dal mukbang. Sono state mosse critiche contro il ministero: il comitato di petizione della Casa Blu ha ricevuto circa 40 petizioni contro la regolamentazione del mukbang, che sostenevano argomentazioni come “non c’è correlazione tra mukbang e alimentazione compulsiva” e “il governo sta violando la libertà individuale”. [ 32 ]

Uno studio, che ha indagato la popolarità del mukbang e il suo impatto sulla salute del pubblico, ha analizzato la copertura mediatica, gli articoli e i contenuti video di YouTube relativi al “mukbang” e ha concluso che le persone che guardano frequentemente il mukbang potrebbero essere più inclini ad adottare cattive abitudini alimentari. [ 22 ] In un sondaggio che ha coinvolto 380 studenti non di nutrizione di un’università nella provincia di Gyeonggi , e le loro tendenze a guardare mukbang e la sua variante stretta, il cookbang, un significativo 29,1% degli spettatori frequenti di mukbang si è autodiagnosticato abitudini negative, come un aumento dell’assunzione di cibi trasformati e consegnati o mangiare fuori. [ 33 ] Il mukbang è stato anche considerato un dispositivo di restrizione dietetica per frenare le voglie di cibo e la visione eccessiva può essere correlata all’esacerbazione o alla ricaduta dei disturbi alimentari .

Cosa si può fare?

La mancanza di sport, la pubblicità di cibo ultra- processato, e i social ne sono sicuramente co-responsabili.

La Francia sta facendo di tutto per limitare i social ma anche l’uso degli smartphone nei licei (Il divieto di utilizzo dei telefoni cellulari nelle scuole superiori, se messo alla prova nella realtà e nei suoi limiti, potrebbe richiedere diverse settimane per concretizzarsi).

Anche perchè, in Italia, nel 2026 in Italia quasi un bambino su tre, tra otto e nove anni, è in eccesso di peso. 

Forse si può iniziare da questi punti, molto importanti.



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