Uno dei sintomi del peggioramento della qualità del cibo è dato dall’aumento dell’obesità nel mondo.
Per quanto riguarda l’Italia il 46% della popolazione adulta è in sovrappeso.
E sei milioni di persone sono in condizioni di obesità o di grave obesità, il 10% della popolazione, con un costo esorbitante, pari a 13 miliardi di € tra costi sanitari diretti (59%) e costi indiretti 41%).

E l’obesità porta al cancro.
Lo dice la Fondazione AIRC, della quale Fondamentale è la rivista mensile.

Le cause maggiori di questa situazione sono:
- il maggior consumo di alimenti ultra – trasformati, in generale
- l’aumento dell’utilizzo dei cosidetti piatti pronti (ready to eat)
- l’utilizzo delle dark kitchen utilizzate anche per preparare i piatti della ristorazione
- frodi commerciali, contraffazioni ed adulterazioni del cibo
- mala gestione del cibo (es.: ingestione di formaggi fabbricati con latte crudo, di carne cruda o di alimenti avariati)


La dieta mediterranea è morta. Qualcuno per favore lo dica agli italiani.
Per essere concreti, però, in pratica cosa si può proporre?
- Innanzitutto di appoggiare una legge contro il cibo ultra trasformato perchè “se si consumano regolarmente cibi ultra processati, il rischio di patologie mortali sale al 58% rispetto al 26% di un consumo sporadico.
«Dunque innanzitutto proponiamo un piccolo ma fondamentale passo: vietarne la pubblicità“.
- Poi bisogna che l’obesità venga inserita , come malattia cronica recidivante, nei livelli essenziali di assistenza.
Con la possibilità di accedere a medicinali rimborsabili.
- Ovviamente, forse, alcune catene della GDO potrebbero valutare meglio la vendita di alcune tipologie di piatti pronti come quelli da me fotografati vicino ad Albiate ed evidenziate sotto.
