Approfondimento pubblicato il 02/02/2026 - di Redazione

Redatto il 26 gennaio, aggiornato il 2 febbraio 2026

Fondazione Guido Venosta: cultura, prevenzione e attenzione concreta ai giovani

Milano, 21 gennaio 2026 – Ieri sera, al Teatro Franco Parenti, la Fondazione Guido Venosta ha celebrato Guido Venosta (1911–1998) con l’evento “Il valore della visione – Guido Venosta. Tra impresa e solidarietà”. Manager e imprenditore civile, tra i creatori dell’AIRC, Venosta è ricordato per aver saputo unire rigore, visione e responsabilità civile, dimostrando che la solidarietà può essere efficace solo se organizzata, pianificata e misurabile. La serata ha raccontato la sua vita e il suo pensiero attraverso immagini, testi, testimonianze e lo spettacolo Chi come me di Roy Chen, diretto da Andrée Ruth Shammah, mostrando come cultura e memoria civile possano dialogare con l’azione sociale concreta.
Oggi, la Fondazione guidata dal nipote Giuseppe Caprotti continua a trasformare questi valori in iniziative concrete a sostegno dei giovani e della comunità, declinate in diverse aree di intervento: salute, cultura, tutela dell’ambiente e solidarietà. Tra queste spiccano due progetti particolarmente significativi, entrambi dedicati all’adolescenza e alle sue sfide: la campagna sui Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) e il progetto culturale “L’età sospesa”.
La campagna DNA, sviluppata insieme a Fondazione Bullone ETS e al reparto di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’Ospedale Niguarda, affronta una delle emergenze sanitarie più gravi tra i giovani: seconda causa di mortalità in età scolare, con un’età di insorgenza in continuo abbassamento. La campagna non è solo informazione, ma strumento di prevenzione e responsabilità sociale, rivolta a scuole, famiglie e reti di adulti che ogni giorno accompagnano i ragazzi. Coinvolge direttamente giovani beneficiari, molti dei quali hanno vissuto in prima persona la malattia, creando un circolo virtuoso di consapevolezza. La sua diffusione è sostenuta da partner istituzionali e media, con la consulenza creativa di Next Different e Fondazione Italia Patria della Bellezza.
Accanto alla prevenzione sanitaria, la Fondazione ha consolidato l’impegno culturale ed educativo con il progetto “L’età sospesa”, realizzato a giugno in collaborazione con il Teatro Franco Parenti. Nato dallo spettacolo Chi come me, il progetto affronta le fragilità dell’adolescenza – solitudine, iperconnessione, aggressività, senso di inadeguatezza – trasformando il teatro in strumento educativo e di crescita personale. Intorno allo spettacolo si sviluppano laboratori e percorsi concreti: il CFS – Centro Formazione Supereroi, dedicati alle scuole superiori in contesti di fragilità: Diario delle mie catastrofi, e Il corpo oltre la pelle di Laura Pasetti, pensati per adolescenti dagli 11 ai 18 anni. Incontri con esperti come Matteo Lancini, Loredana Cirillo, Umberto Galimberti e Davide Fant forniscono strumenti di comprensione e buone pratiche a genitori, educatori e operatori.
La Fondazione lavora in rete con Minotauro di Milano, Spazio Aperto Servizi, CDS – Le Comunità della Salute Monza e Brianza, CSV Monza, Lecco e Sondrio e la Società Storica Lombarda, creando un ecosistema educativo e di supporto. L’età sospesa segue idealmente iniziative precedenti come Happy. diventare capaci, confermando la costante attenzione della Fondazione al benessere psicologico, alla cultura e alla crescita dei giovani.

La serata di ieri ha mostrato come la Fondazione Guido Venosta trasformi la memoria e i valori di Guido Venosta in azioni concrete, capaci di incidere sulla vita dei giovani e della comunità. Attraverso la combinazione di cultura, prevenzione sanitaria, formazione e sostegno, la Fondazione affronta le fragilità dell’adolescenza, promuove salute e inclusione, e costruisce percorsi strutturati che sviluppano competenze, autonomia e consapevolezza, incarnando in ogni progetto i principi di rigore, responsabilità e attenzione al bene comune che hanno guidato tutta la vita di Guido Venosta.

I relatori sono stati:

Giuseppe Caprotti, presidente Fondazione Guido Venosta

Prof. Alberto Mantovani –  Patologo, immunologo e divulgatore scientifico, È stato direttore scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas fino a febbraio 2025[, attualmente è presidente della Fondazione Humanitas per la Ricerca, oltre che professore emerito di Humanitas University

Prof. Silvio Garattini – Oncologo, farmacologo e ricercatore, presidente e fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”.

Andrea Sironi – Presidente Fondazione AIRC

Fabrizio Du Chêne De Vère – Consigliere  Fondazione AIRC

Andrée Ruth Shammah – Regista e direttrice artistica del Teatro Franco Parenti

Grazie a Rosanna Ruggeri, Roberta Liberale, Eleonora Sàita e a Cecilia Chirivì

 

Rassegna stampa:

Corriere della Sera – 20 gennaio 2026

La Repubblica – 21 gennaio 2026

Corriere della Sera – 23 gennaio 2026

Il Cittadino – Monza e Brianza – 24 gennaio 2026



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