News / Ambiente
Negli ultimi anni l’Europa ha visto estati roventi, alluvioni impreviste, siccità e incendi che non conoscevamo con perdite economiche stimate in 738 miliardi di euro tra il 1980 e il 2023 di cui oltre 162 miliardi nei soli anni 2021-2023. (fonte AEA)
Molti dei danni provocati da questi eventi restano spesso irrisolti: alberi abbattuti che non vengono sostituiti, infrastrutture mai ricostruite, territori lasciati al degrado. Si crea così un circolo vizioso: la mancanza di risorse per riparare i danni aumenta la vulnerabilità agli eventi futuri, aggravando l’impatto economico e sociale delle catastrofi. Pensiamo davvero che sia ancora “normale” tutto questo?
Uno dei principali motivi per cui in Europa si continua a sprecare cibo è la confusione legata alle date di scadenza riportate in etichetta, ovvero una cattiva interpretazione delle diciture “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”.
Lo spreco alimentare non è solo un problema di rifiuti: riguarda lo stile di vita delle famiglie, la competitività delle imprese e il futuro dei territori. Saperlo ridurre vuol dire spendere meno, usare meglio le risorse e dare un contributo concreto alla lotta contro i cambiamenti climatici.
In Italia, secondo l’Osservatorio internazionale Waste Watcher, lo spreco alimentare medio per cittadino si attesta a 555,8 grammi settimanali, ossia più di 28,9 kg all’anno. Si registra un calo del 18,7% rispetto al 2024, ma continua a superare la media europea e resta distante dal target dei 369,7 grammi settimanali previsto per il 2030.
Le acque europee continuano ad essere influenzate da sostanze chimiche, prevalentemente dall’inquinamento atmosferico da produzione di energia a carbone e dall’inquinamento diffuso dall’agricoltura. La mancanza di miglioramento dello stato chimico può essere in parte attribuita a inquinanti di lunga durata, come il mercurio e i ritardanti di fiamma bromati. Il nodo del Pnrr
Gli esperti hanno identificato un’ampia gamma di impatti – della plastica – tra cui disturbi cardiovascolari, cancro, diabete e malattie respiratorie, nonché una maggiore vulnerabilità alle infezioni
“In passato per tre o quattro settimane durante l’estate le temperature raggiungevano picchi tali da ridurre di circa il 10% la produzione di latte negli allevamenti. Il caldo è causa di stress per gli animali. Oggi questi picchi sono continuativi non per poche settimane ma per almeno tre mesi”, spiega Calzolari. Il presidente di Granarolo spiega inoltre che i picchi di calore riguardano anche allevamenti in Francia e Germania, il calo produttivo, dunque, è generalizzato a tutta l’Europa
«A portare la malattia in origine sono gli uccelli migratori sia quelli che provengono dall’Europa nordorientale sia quelli africani. Con il cambiamento del clima e gli spostamenti delle persone possiamo aspettarci sempre più infezioni di questo tipo» avverte Piero Calistri, epidemiologo dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Abruzzo e Molise…
Le vicende che riguardano il degrado ambientale ad Albiate, le discariche abusive il cambiamento climatico e la riforestazione iniziano nel 2006. Prima si è trattato di liberare l’area da scarichi abusivi, poi di piantare un bosco. Per riforestare bisogna però , prima, preservare l’esistente. E in zona esistono dei filari di pioppi. I pioppi muoiono e vengono ripiantati ogni anno, da almeno quattro anni…
Un sacchetto o una bottiglia di plastica scartati che si dirigono verso l’oceano o una spiaggia vengono colpiti dalla luce ultravioletta, dal calore e dall’abrasione della sabbia. Da lì, “si scomporrà in un numero enorme di micro e nanoplastiche”..
Uno studio pubblicato il 26 marzo, “Il valore della pesca a strascico in Europa” ha calcolato che la pesca a strascico nelle acque europee costa alla società fino a 11 miliardi di euro all’anno…E per tutto questo, la pesca a strascico fornisce solo il 2% delle proteine animali consumate in Europa. Nonostante questo rendimento minimo, i governi europei sovvenzionano la pesca a strascico per un importo di 1,2 miliardi di euro all’anno… In altre parole, i governi stanno usando il denaro dei contribuenti per sostenere un settore in bancarotta
Un sacchetto o una bottiglia di plastica scartati che si dirigono verso l’oceano o una spiaggia vengono colpiti dalla luce ultravioletta, dal calore e dall’abrasione della sabbia. Da lì, “si scomporrà in un numero enorme di micro e nanoplastiche”..
Sembra che il quesito, ormai, sia plastica o rubinetto : un milione di bottiglie di acqua in plastica vendute ogni minuto, con una tendenza all’aumento. Il dato è globale è sconcertante, soprattutto se si considera che si tratta di un prodotto con un impatto ambientale devastante, generalmente anche meno sicuro dell’acqua del rubinetto. quindi dovremmo orientarci verso quanto ci somministrano gli acquedotti ma purtroppo a gennaio 2025 si è scoperto che i PFAS sono presenti nella maggioranza dei campioni di acqua potabile in Italia e in Francia
Molti studi in corso è comprovato che possono portare danni importanti per la salute (tra cui il cancro) e di recente una inchiesta di Greenpeace, che ha analizzato i campioni di 235 città italiane, ha mostrato come alcune di questi “forever chemicals” sono presenti nel 79% delle acque potabili del rubinetto italiane prese in esame. In Francia anche nel vino, nella birra e nei succhi di frutta
Lo scioglimento dei #ghiacciai procede oggi a un ritmo senza precedenti, compromettendo il principale serbatoio di acqua dolce del pianeta. Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), circa il 70 % delle riserve idriche terrestri è immagazzinato sotto forma di ghiaccio e neve, e quasi due miliardi di persone dipendono dallo scioglimento stagionale dei ghiacciai per garantire l’accesso all’acqua potabile, sostenere l’agricoltura e alimentare la produzione energetica
L’acqua non è più una cosa scontata ed infinita anche perchè, purtroppo, è spesso inquinata. La carenza d’acqua inoltre colpisce imprese e regioni come la Sicilia. Il problema dei PFAS cancerogeni e della mancanza d’acqua và affrontato anche in Italia
Negli USA primo decesso di un essere umano dovuto al ceppo H5N1 dell’influenza aviaria presente negli allevamenti bovini
I noti fattori di rischio sono il comportamento sedentario, la dieta, oltre all’aumento dei tassi di obesità e diabete. E poi c’è un problema ambientale, da approfondire. nel frattempo la Commissione europea ha granuli per l’erba sintetica ha proibito: scrub e cosmetici al cui interno sono presenti i micrograni, glitter per make up o detergenti, brillantini utilizzati nel mondo della cartoleria e giocattoli
La salute umana è legata al degrado ambientale. “Chiaramente, la siccità minaccerà la sicurezza alimentare, le minacce alla salvaguardia idrica aumenteranno il rischio di trasmissione di malattie infettive e metteranno a rischio la produttività agricola ”. Gli indicatori di sanità pubblica monitorati da un gruppo di esperti internazionali mostrano che “la crisi climatica è anche una crisi sanitaria”
Quando, negli anni ’90, iniziai il mio percorso personale ed aziendale (Esselunga) verso il biologico il dottor Claudio Arnoldi, responsabile del Controllo Qualità, mi disse che il biologico aveva una valenza prettamente ambientale. Oggi, 25 anni dopo, sono sempre più forti i segnali che il consumo di cibo biologico abbia un effetto salutare. E che clima, ambiente, salute e cibo siano interconnessi. Inoltre si parla, sempre di più, di dipendenza da cibo spazzatura (ultra- processato) , i cui consumi sono cresciuti a dismisura, portando cancro, diabete ed obesità, soprattutto tra i giovani. Per questo motivo la Fondazione vi proporrà, sempre di più, articoli relativi al cibo e alla salute.