Tutte le news
L’azienda continua a commercializzare carne, il Ministero è impotente e i consumatori non hanno trasparenza e chiarezza
L’antibiotico-resistenza provoca, secondo gli ultimi dati diffusi dall’Aifa, l’Agenzia italiana per il farmaco, 12mila morti all’anno. La sua crescita è dovuta a uso smodato di antibiotici, specie in età pediatrica, consumi in aumento anche in ambito ospedaliero e pressione sugli allevamenti dove il ricorso alla profilassi preventiva (somministrazione di medicinali anche agli animali sani) ha negli anni “selezionato” microrganismi, ora in grado di sconfiggere le difese farmacologiche, e magari di finire nella nostra carne
Nel numero di giugno 2025 di Fondamentale, la rivista dell’AIRC, viene messo a fuoco un aspetto spesso trascurato: la crisi climatica non è solo un’emergenza ambientale, ma può incidere anche sul rischio oncologico, aumentando l’esposizione […]
Le chiacchiere al forno non sono automaticamente più leggere, né più sane. La vera differenza la fanno gli ingredienti, non il nome sull’etichetta. E, come spesso accade, un’occhiata attenta alla lista degli oli utilizzati vale molto più di qualsiasi promessa “light”
I ricercatori che hanno redatto l’articolo, pubblicato sul BMJ mercoledì sera, hanno analizzato i dati di oltre 9.000 persone provenienti da 37 studi che hanno esaminato gli effetti della sospensione dei farmaci. In media, i partecipanti hanno assunto i farmaci per 39 settimane e hanno fornito dati di follow-up per 32. Gli scienziati hanno estrapolato i dati dagli studi per prevedere cosa sarebbe successo dopo un ulteriore lasso di tempo. Hanno scoperto che in media le persone hanno perso 8,3 kg durante il trattamento, ma erano sulla buona strada per tornare al loro peso originale meno di 21 mesi dopo l’interruzione
Carne scaduta e ratti : perché, davanti a casi così gravi come questi la tutela dei consumatori sembra diventare un elemento secondario?
La copertura arborea media nelle città europee è oggi del 18,5%. Ogni +5 punti percentuali di chiome urbane riduce le concentrazioni di PM2.5 del 2,8%, NO₂ dell’1,4% e ozono dell’1,2%.
Questo significa, in termini sanitari, circa 4.700 morti premature evitate ogni anno in Europa. Portando ogni città ad almeno il 30% di copertura arborea, le vite salvate salirebbero a quasi 12.000 ogni anno. Nel 2019 gli alberi urbani hanno già “salvato” circa 24.800 persone dal morire prematuramente a causa dell’inquinamento atmosferico
La contaminazione italiana è quasi certamente simile a quella francese. Ma nel nostro Paese arrivano nuove regole: saranno applicate? Questo è il grande quesito
Le nuove linee guida terapeutiche dell’Oms – come riporta Politico – includono una raccomandazione condizionata all’uso dei cosiddetti GLP-1, come Wegovy, Ozempic e Mounjaro. Più esattamente l’Oms ha descritto la sua raccomandazione come “condizionata” a causa dei dati limitati sull’efficacia e la sicurezza a lungo termine dei GLP-1. Sebbene i GLP-1 siano ormai un trattamento consolidato nei paesi ad alto reddito, l’Oms teme che potrebbero raggiungere meno del 10% delle persone che potrebbero trarne beneficio entro il 2030…
Molte popolazioni europee sono in declino a causa degli investimenti stradali e dell’agricoltura intensiva e la specie è stata inserita nella categoria “Quasi minacciata” della Lista Rossa IUCN. Ma anche i nostri giardini, luoghi apparentemente sicuri, possono rappresentare un rischio. Si tratta di una nimale quasi domestico che simboleggia la crisi nella quale versa la fauna europea
La corsa al supermercato – o al banchetto del negozio vicino a casa o all’Università – è anche spesso l’unica passeggiata che fa quel 97% dedica che meno di 30 minuti alla pausa pranzo che acquistano in negozio e tornano a mangiare alla scrivania: è la scelta preferita della Gen Z, insieme al delivery. La “mezza” – ovvero l’ora di pranzo – sotto la Madonnina è anche segnata dal vorticoso muoversi dei rider, quasi sempre su biciclette elettriche illegali (trasformate in motorini senza targa) per soddisfare la pigrizia e la mancanza di tempo dei “lavoratori della conoscenza”: ovvero, nelle parole di Raffaele Alberto Ventura, la nuova classe disagiata che mangia male e vive male
Negli ultimi anni, le etichette sono diventate il simbolo di una battaglia più ampia: quella per la trasparenza. Dovrebbero aiutarci a capire cosa mangiamo, da dove arriva ciò che acquistiamo e quali scelte stiamo davvero […]